UNITÀ VOCAZIONALE 1
Ambiente
Rilievi delle cerchie moreniche che costituiscono l’anfiteatro morenico del Tagliamento, disposte secondo tre cerchie principali con la concavità rivolta verso monte. Le cerchie sono interrotte dalle incisioni degli scaricatori fluvioglaciali che hanno parzialmente smantellato i depositi trasportando i materiali verso la pianura.
Sono costituite da limo, sabbia, ghiaia e ciottoli, anche con trovanti di grosse dimensioni che sono più frequenti in corrispondenza della cerchia più esterna, mentre scarseggia l’argilla. A partire dal momento in cui sono stati abbandonati dal ghiacciaio, questi depositi sono stati anche interessati dall’erosione diffusa che ha asportato le frazioni più fine dalle sommità accumulandole ai piedi dei versanti.
Suoli
L’unità vocazionale 1 presenta un suolo principale ARC1 e un suolo subordinato ARC2:
| ARC1 | Suoli Arcano franchi ghiaiosi, poco pendenti. Endoskeleti-Calcaric Cambisols. Suoli franchi, con scheletro frequente, subalcalini, piuttosto eccessivamente drenati. L’approfondimento radicale è limitato tra 50 e 100 cm dalla granulometria grossolana. |
| ARC2 | Suoli Arcano franco-limosi, subpianeggianti. Cutani-Chromic Luvisols. Suoli franco-limosi, con scheletro comune, neutri, ben drenati. L’approfondimento radicale è limitato tra 100 e 150 cm dalla granulometria grossolana. |
Clima
L’unità presenta una buona piovosità durante il ciclo vegetativo, con valori generalmente di poco superiori agli 800 mm; sono frequenti però periodi di siccità nei mesi estivi. Si distingue rispetto alla media comprensoriale per la minore umidità relativa che si mantiene inferiore al 70%, la buona ventosità, specie nelle porzioni sommitali, e per le modeste escursioni termiche, contenute in valori tra 9 ed 11°C. La sommatoria termica è di poco superiore ai 1600°C e la probabilità di raggiungere un valore dell’indice di Huglin pari a 2000 è compresa tra il 50 ed il 70% nella maggior parte dell’unità.
Consigli viticoli
1. Scelte d’impianto
Sistemazione e preparazione del suolo
Si tratta di un’unità viticola molto articolata e frastagliata, posizionata prevalentemente nei versanti meridionali delle colline moreniche con terreni pendenti, ben esposti, caldi, ricchi di scheletro, franchi, soggetti ad erosione.
Nella fase di preparazione dei terreni per l’impianto occorre mantenere inalterata la stratificazione; se sono necessari dei livellamenti è opportuno asportare lo strato superficiale del terreno e riportarlo alla fine della sistemazione. È necessario curare il controllo delle acque superficiali in quanto la significativa presenza di limo e sabbia rende poco stabili questi terreni in superficie.
Raramente si rinvengono acque profonde che nel caso vanno adeguatamente drenate.
Fabbisogno irriguo
Questi suoli hanno una moderata ritenzione idrica, ma sono situati in una zona dove normalmente la piovosità estiva è diffusa per cui il rischio di siccità è poco frequente e comunque tale da non rendere economica la realizzazione di impianti irrigui.
Vitigni e portinnesti
Queste zone sono calde, ventilate, con sommatoria termica ed escursioni termiche adeguate a tutti i vitigni medio precoci (Merlot, Sauvignon, Pinot grigio, Chardonnay, Tocai friulano) e nelle zone ben esposte anche il Refosco dal peduncolo rosso può dare ottimi prodotti. Ai vitigni aromatici vanno riservate le zone più fresche, con escursioni termiche accentuate per favorire l’accumulo dei precursori aromatici nelle bucce. Vanno utilizzati portinnesti che possano garantire una buona resistenza all’eventuale siccità estiva quali il 420A e il 110R e, negli impianti posti nelle zone basse e fresche e per prodotti di qualità, il 3309, il 101-14, lo Schwarzmann e la Riparia G. di M..
2. Gestione agronomica
Gestione suolo e fertilizzazione
Una buona letamazione (80-100 t/ha) in preimpianto del vigneto è indispensabile nelle zone con terreni più grossolani per portare la sostanza organica a livelli accettabili.
L’inerbimento degli interfilari con graminacee evita l’erosione superficiale delle particelle fini del terreno, permette una buona percorribilità alle macchine in ogni momento e arricchisce il terreno di sostanza organica. Si consiglia la rullatura in presemina per affossare i ciottoli e dopo la semina per ottenere un piano di campagna di buona percorribilità. La difforme fertilità di questi terreni richiede nei primi anni apporti di concimi localizzati al fine di uniformare la vegetazione del vigneto. In generale, in questi terreni gli elementi nutritivi vengono facilmente lisciviati e ciò richiede una loro distribuzione frazionata in funzione del ciclo della vite e dell’andamento climatico stagionale.
Gestione chioma
Nelle zone alte e ventilate la gestione della chioma non presenta grossi problemi fitosanitari; al contrario nelle zone basse si manifestano rugiade importanti nella fase di maturazione delle uve e quindi si dovranno privilegiare forme di allevamento che permettono di esporre e arieggiare la fascia produttiva. In queste microzone, quando è possibile, utilizzare cloni e biotipi a grappolo spargolo.
3. Obiettivi enologici e considerazioni conclusive
Le condizioni pedoclimatiche di questa zona conferiscono al sistema vigneto un potenziale atto a produrre vini freschi e profumati di breve e media durata. Nelle zone con terreno più fine e ricco d’argilla, utilizzando impianti fitti, sfogliature, controllo della produzione, si possono anche ottenere vini idonei ad un medio e lungo invecchiamento.

