Ambiti

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Pianure alluvionali e conca del Preval

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Fig. 1 - DTM delle pendenze della pianura e del Preval Fig. 1 - DTM delle pendenze della pianura e del Preval
Fig. 2 - Uso del suolo (MOLAND) della pianura e del Preval Fig. 2 - Uso del suolo (MOLAND) della pianura e del Preval

L’ambito comprende la porzione pianeggiante del Comprensorio, destinata prevalentemente a seminativo e in parte a vigneto; l’estensione è pari a circa 1900 ha.

L’idrografia perenne è data dal fiume Isonzo, dai torrenti Judrio, Versa, Reca e dal canale Fidri.

Le quote sono comprese tra 30 e 100 m e quasi la metà del territorio si trova nella classe tra 50 e 60 m; ben rappresentate anche le classi contigue (40-50 e 60-70 m), mentre la porzione a quote superiori a 70 m non raggiunge il 15%. La maggior parte del territorio è pianeggiante, circa un quarto è subpianeggiante (fig. 1).

 

Una porzione consistente dell’ambito è rappresentata dall’ampia depressione intracollinare, attualmente bonificata, che fino alla prima metà dell’800 ospitava una palude dove si raccoglievano le acque di ruscellamento superficiale provenienti dai versanti circostanti, mescolati alle alluvioni del torrente Versa ed a quelle di altri piccoli rii. I sedimenti che vi si sono deposti sono principalmente limoso-argillosi e si distinguono da quelli colluviali solo in virtù della minore pendenza. L’uso del suolo prevalente è dato da seminativi, con appezzamenti sistemati idraulicamente alla ferrarese; subordinato l’uso a pioppeto. Gli insediamenti abitativi sono praticamente assenti.

Le incisioni rettilinee o debolmente meandreggianti dei corsi d’acqua delle valli più strette, scavate in flysch arenaceo o arenaceo-marnoso, presentano caratteristiche analoghe e sui fianchi ripidi, che si raccordano bruscamente con il fondo piatto, possono avere un miglior drenaggio. I terreni sono adibiti a seminativo, meno comune la vite; una porzione del territorio presenta ancora lembi di saliceti arbustivi di greto.

Le incisioni del torrente Versa e di altri corsi d’acqua minori del settore centrale dell’ambito, su flysch prevalentemente marnoso-arenaceo, sono invece ampie ed articolate, separano i diversi rilievi isolandoli e mettendo in comunicazione la piana del Preval con la pianura isontina. Sono caratterizzate dalla presenza di una coltre di materiale fine. Sono adibite prevalentemente a seminativo o a pioppeto, con campi di medie dimensioni sistemati alla ferrarese; meno comuni i vigneti. Sono quasi prive di abitazioni ad eccezione di alcune case isolate o allineate lungo la viabilità.

Nella zona di Gorizia e a sud del M. Fortin compaiono i terrazzi tardo-pleistocenici dei conoidi dell’Isonzo, riconoscibili dal diverso grado di evoluzione dei suoli. Dal punto di vista litologico i sedimenti sono costituiti da alluvioni grossolane prevalentemente calcaree. Rilevante la porzione occupata da insediamenti, mentre la parte agricola è destinata prevalentemente a seminativo, con campi di forma allungata nella direzione della pendenza locale; abbastanza frequenti anche i vigneti.

Si può riconoscere, inoltre, una zona di transizione dove i sedimenti fini del torrente Versa, che derivano dalla disgregazione di litotipi terrigeni, si sono sovrapposti a quelli più antichi e grossolani, prevalentemente calcarei, deposti dal fiume Isonzo che caratterizzano i terrazzi descritti. L’entità della coltre di materiali fini pedecollinari diminuisce con continuità allontanandosi dai rilievi. In questa porzione sono presenti alcuni importanti insediamenti e l’uso del suolo prevalente è a seminativo, con appezzamenti di forma generalmente irregolare; significativa anche la presenza del vigneto.

Nel settore occidentale del territorio sono presenti, infine, le alluvioni del torrente Judrio che alternano materiali grossolani ed alluvioni fine. I sedimenti superficiali sono completamente decarbonatati e la ghiaia si rinviene entro la profondità di un metro. In prossimità dell’alveo attuale la presenza di ghiaia in superficie è frequente nella parte settentrionale, mentre nella parte concava dei meandri è favorita la deposizione di materiale fino. Nella porzione più settentrionale, l’uso del suolo è prevalentemente agricolo, con campi di forma abbastanza regolare coltivati soprattutto a vigneto. Sono presenti alcuni insediamenti ed edifici rurali; in prossimità dell’alveo è presente vegetazione golenale, dalle specie pioniere ai boschetti di salici arborei ed arbustivi (fig. 2).

Suoli

La maggior parte della depressione del Preval è caratterizzata da suoli a bassa permeabilità, piuttosto mal drenati; presentano un orizzonte superficiale di colore bruno oliva a tessitura franco-limoso-argillosa, privo di scheletro, neutro o subacido. L’orizzonte sottosuperficiale presenta una completa decarbonatazione ed un moderato grado di aggregazione delle particelle che consentono di riconoscere un orizzonte di alterazione (cambico). Le proprietà gleyiche, evidenziate dalla presenza di screziature grigiastre e giallo-rossastre, indicano la presenza di condizioni di idromorfia dovute al ristagno dell’acqua nella stagione umida e portano a classificare il suolo come Eutri-Endogleyic Cambisol (FAO, 1998).

Nelle porzioni più depresse della piana le condizioni del drenaggio sono peggiori ed i fenomeni di ristagno idrico hanno lasciato tracce evidenti, costituite dai colori grigio-verdastri della matrice già nell’orizzonte sottosuperficiale, a debole profondità; questi suoli rientrano pertanto negli Eutric Gleysols (FAO, 1998).

Nelle aree di raccordo tra il Preval e la pianura isontina i suoli si sono sviluppati sugli stessi materiali parentali dei suoli descritti ma le migliori condizioni del drenaggio portano ad avere solo scarse tracce di idromorfia; l’orizzonte superficiale si differenzia per la colorazione bruno-giallastra e la reazione neutra. La totale decarbonatazione e il buon grado di alterazione dell’orizzonte sottosuperficiale (cambico) portano a classificare i suoli come Eutric Cambisols (FAO, 1998).

In prossimità dei corsi d’acqua Isonzo e Judrio il materiale parentale dei suoli è costituito prevalentemente dalle ghiaie, che si rinvengono a profondità diverse ma generalmente entro il metro di profondità. I suoli afferenti al sistema dell’Isonzo presentano un grado di evoluzione maggiore in virtù dell’età che si riflette in una colorazione su toni più rossastri degli orizzonti di superficie (rubefazione), a tessitura generalmente franca, e nella presenza di un orizzonte sottosuperficiale di alterazione (cambico) con buon grado di aggregazione e di decarbonatazione; si tratta di Chromi-Skeletic Cambisols (FAO, 1998).

I suoli sulle alluvioni del torrente Judrio denotano invece l’apporto di materiali recenti indicato dal contenuto di carbonio organico, che varia irregolarmente con la profondità e si mantiene elevato lungo tutto il profilo (proprietà fluviche). Hanno un orizzonte superficiale di colore bruno a tessitura franco-limosa e un orizzonte sottosuperficiale ben decarbonatato e con buona aggregazione; il contenuto in calcare è più elevato in profondità, legato alla natura carbonatica delle ghiaie che spesso si rinvengono entro il metro di profondità. I suoli appartengono perciò agli Endoskeleti-Fluvic Cambisols (FAO, 1998).