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8/7/07 - Il settore della patata in Regione

  • Bruno Damiani: Da alcuni giorni siamo entrati ufficialmente nell’ estate anche se, dal punto di vista climatico, pur tra alti e bassi, è già iniziata da tempo. Per molte specie è tempo di fare un primo bilancio della stagione in corso. A tal proposito abbiamo al microfono di Vita nei Campi l’agronomo Costantino Cattivello dell’ERSA di Pozzuolo del Friuli per fare il punto su una coltura che in regione ha sempre riscosso un certo interesse: la patata. Ci può dare alcuni elementi per capire l’importanza di questa coltura?

  • Costantino Cattivello: Secondo i dati UNAPA, in Italia, nel 2006 la superficie coltivata ammontava a circa 72.000 ha, con una resa media di 25 t/ha. Nella nostra regione la superficie presente lo scorso anno raggiungeva i 760 ettari con una produzione di circa 17.000 ton ed una resa media di poco superiore alle 20 t/ha. Sia le superfici che le produzioni rappresentano circa l’1% su scala nazionale.

  • Bruno Damiani: Cosa emerge da questi dati se paragonati a quanto accade nel resto d’Italia e dell’Unione Europea?

  • Costantino Cattivello: Emergono gran parte delle cause della debolezza del settore che sono la scarsa produttività  accompagnata spesso dal mancato soddisfacimento degli standard qualitativi richiesti dal mercato. Ciò non ci rende competitivi nei costi di produzione e deprezza la nostra produzione. Il solo dato della produttività la dice lunga: la produzione italiana è inferiore di un terzo alla media dell’Unione Europea e quella regionale è più bassa di un quinto rispetto alla media nazionale. 

  • Bruno Damiani:  Come si può uscire da questa situazione?

  • Costantino Cattivello: L’imperativo è aumentare la produttività attraverso una migliore messa a punto delle pratiche colturali a partire dalla scelta del tubero seme fino all’ individuazione del momento più idoneo per effettuare la raccolta, senza dimenticare una migliore razionalizzazione degli interventi fitosanitari.

  • Bruno Damiani:  E per migliorare la qualità e l’immagine della nostra produzione?

  • Costantino Cattivello: Per tutte le produzioni che entrano nel circuito nazionale bisogna assolutamente migliorare alcuni parametri qualitativi fondamentali sui quali la merce viene pagata e mi riferisco al contenuto in sostanza secca, costanza di calibro, lavabilità, friggibilità e conservabilità, tanto per citarne alcuni.

  • Bruno Damiani: Pensa che in un prossimo futuro si possa proporre al mercato una patata friulana?

  • Costantino Cattivello: Tra le varietà che in regione hanno avuto una diffusione che non ha trovato pari nel resto d’Italia si può ricordare la Kennebec. E’ una varietà che non brilla certo per le caratteristiche agronomiche ma certo sul piano qualitativo resta un punto di riferimento. Mettendo a punto la tecnica colturale al fine di elevarne la produttività potrebbe rappresentare una valida carta da giocare per la nostra pataticoltura. 
  • Bruno Damiani: E per approfondire queste tematiche come si può fare?

  • Costantino Cattivello: Il consiglio che do a tutti gli interessati è di partecipare alla visita delle prove varietali con le ultime novità del mercato giovedì 12 luglio, con inizio alle ore 10.00, presso l’azienda sperimentale Ricchieri di Fiume Veneto ed al successivo incontro tecnico che si terrà domenica 15 luglio presso l’auditorium di Zoppola ed avente come tema le tecniche di conservazione delle patate per il produttore e consumatore. Ricordo che ulteriori informazioni si possono ottenere visitando il sito dell’ERSA: www. ersa.fvg.it