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20/9/09 - Le perle della produzione orto-floricola regionale

Armando Mucchino intervista Costantino Cattivello.

Armando Mucchino: Siamo alle battute finali di Friuli DOC, un appuntamento che da quindici anni a questa parte rappresenta una importante vetrina dei prodotti della nostra terra e non solo. Quest’anno la presenza dell’ERSA è particolarmente importante ed è un ulteriore segno dell’attenzione delle istituzioni nei confronti delle peculiarità produttive locali.

Abbiamo ai microfoni di Vita nei Campi l’agronomo Costantino Cattivello dell’ERSA al quale chiederemo di parlarci di alcune delle perle della nostra produzione orto-floricola regionale. Oltre alle ben note eccellenze produttive friulane quali i vini, il prosciutto ed il montasio, tanto per citarne le principali, ci sono per così dire delle specialità friulane orticole e floricole?

Costantino Cattivello: Anche se la nostra regione non può vantare la tradizione orticola di altre regioni italiane abbiamo comunque dei primati. Penso in primis alla rapa da brovada, il cui prodotto trasformato, la brovada appunto, si sta avviando finalmente al riconoscimento della denominazione di origine protetta che dovrebbe contribuire a valorizzarla su nuovi mercati ed a impedire la concorrenza di prodotti similari di dubbie caratteristiche.  

Armando Mucchino: Ed in ambito floricolo ci sono degli esempi analoghi?

Costantino Cattivello: Il settore floricolo regionale, grazie anche all’impegno dell’associazione floricoltori regionale, ha contribuito a fare del ciclamino un vanto della produzione locale, riconosciuta ed apprezzata sui principali mercati italiani. Per questa specie il Friuli Venezia Giulia rappresenta un riferimento nazionale non solo in termini di produttivi ma anche qualitativi.

Armando Mucchino: E’ un elenco piuttosto corto non le pare?

Costantino Cattivello: Ho volutamente citato solo due esempi le cui di produzioni, se cresceranno ulteriormente, potranno avere un futuro sui mercati regionali e non. Vede, l’elenco delle specie sarebbe lungo ma nella stragrande maggioranza dei casi la produzione è così scarsa che non riesce a soddisfare neanche le richieste locali.

Armando Mucchino: Ci può fare degli esempi di orticole e floricole che potrebbero avere degli spazi di mercato interessanti se coltivate su maggiori superfici e se l’ offerta fosse ben strutturata?

Costantino Cattivello: Come ho detto l’elenco è lungo e certamente alcune specie le dimenticherò, ma possiamo ricordare l’aglio di Resia, i fagioli della montagna friulana, l’asparago bianco, la patata di Ribis, la cipolla rosa della Val Cosa, il sedano rapa di Godia (che è una vera e propria chicca non solo dal punto di vista agronomico ma anche culinario), il cavolo broccolo da foglia di cui ci sono tre interessanti selezioni (di Orzano, di Remugnano e di Castelnovo), il cavolo cappuccio di Collina di Forni Avoltri, per non parlare di alcune erbe spontanee come lo sclopìt ed il radicchio di monte delle quali si sta mettendo a punto la coltivazione. Infine, fra le floricole va ricordata la viola di Udine, un esempio unico nel suo genere.

Armando Mucchino: E per chi ne volesse sapere di più su queste produzioni locali?

Costantino Cattivello: Consiglio di visitare il sito dell’ERSA (www.ersa.fvg.it) o contattare i tecnici del servizio di ricerca e sperimentazione dell’ERSA di Pozzuolo del Friuli.