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17/2/08 - Attività sperimentale orto-floricola

Bruno Damiani: Il prossimo 21 febbraio si terrà a Villa Chiozza di Scodovacca di Cervignano l’ormai tradizionale appuntamento di fine inverno dedicato alla presentazione delle ricerche portate a termine o finanziate dall’ERSA in ambito orticolo e floricolo nell’autunno precedente. Abbiamo ai microfoni di Vita nei Campi l’agronomo Costantino Cattivello per parlare di alcuni degli argomenti che saranno sviluppati in questa riunione. Ci può anticipare di cosa si parlerà nell’incontro?

Costantino Cattivello: Parleremo di qualità della patata, di diserbo dei radicchi, di verza e broccolo da foglia e della difesa di una grave malattia fungina del ciclamino mediante l’impiego di antagonisti naturali.

 

Bruno Damiani: Incominciamo dalla qualità della patata…?

Costantino Cattivello: Le transazioni commerciali correnti impongono, in termini sempre più stringenti, non solo la rispondenza  ai requisiti qualitativi minimi fissati nei contratti ma anche la costanza nel tempo degli stessi. Ciò costringe non solo ad effettuare determinazioni analitiche su tutti i lotti avviati alla commercializzazione ma ad eseguirle in tempo reale con metodi poco costosi ed affidabili. E’ questo l’oggetto di una specifica ricerca commissionata all’ Istituto Sperimentale per la Valorizzazione Tecnologica dei Prodotti Agricoli di Milano da parte dell’ERSA. Tecnici dell’Istituto relazioneranno sulle ricerche svolte, sui risultati ottenuti e sui risvolti applicativi degli stessi.

 

Bruno Damiani: E per quanto riguarda il diserbo del radicchio?

Costantino Cattivello: Si tratta di quello che i tecnici chiamano una screening, cioè una prima valutazione di diversi prodotti allo scopo di osservare la loro selettività e la possibile fitotossicità. Dopo questo primo anno le indicazioni emerse sono molto interessante pensi che con diverse combinazioni fra prodotti abbiamo osservato pesanti riflessi sulla salita a seme.

 

Bruno Damiani: Ci parli della difesa di quello che a buon titolo può essere ritenuto come il simbolo della produzione floricola regionale: il ciclamino.

Costantino Cattivello: La difesa delle colture ornamentali sta conoscendo una interessante evoluzione intesa come riduzione dell’impiego di agrofarmaci, l’utilizzo di molecole meno tossiche per l’uomo (aspetto questo particolarmente importante visto che molto spesso si opera in ambienti chiusi) e l’introduzione della lotta biologica. In merito a quest’ultimo punto se da un lato la lotta biologica ai parassiti animali rientra ormai nella normale prassi per molte colture,  la lotta ai funghi patogeni mediante loro antagonisti rappresentati da funghi o batteri, sta uscendo in questi ultimi anni dalla fase sperimentale per entrare in quella applicativa e commerciale. Le ricerche che abbiamo portato a termine fanno intravedere delle buone opportunità di controllo di funghi patogeni molto pericolosi come il fusarium. Certo, affidarsi esclusivamente a questi agenti per risolvere tutti i problemi è illusorio ma se si punta non solo alla sostituzione della molecola chimica con un prodotto biologico ma al tempo stesso si agisce anche sulla tecnica colturale i risultati saranno certamente soddisfacenti.

 

Bruno Damiani: Si parlerà di verze e broccoli, due orticole di stagione, cosa ci può dire?

Costantino Cattivello: Su queste orticole sono in corso prove in aziende convenzionali e biologiche in diverse zone dalla regione, da Muggia a Montereale passando per Fossalon e Lauzacco.  Sulla verza stiamo ricercando le varietà che meglio rispondono alle esigenze di mercato e che presentano la più alta resistenza al freddo ed ai parassiti… e non ultimo dalle migliori caratteristiche organolettiche. Abbiamo in prova circa una ventina di tipi sia verdi che rossi con bollosità più o meno marcata e di diversa precocità. Per quanto riguarda il broccolo, ci stiamo occupando dei tipi da foglia che sono una produzione tipica regionale e del vicino Veneto. Grazie alla collaborazione di colleghi veneti e di orticoltori locali abbiamo collezionato circa una decina di tipi. Su questi stiamo redigendo una sorta di scheda di riconoscimento in vista dell’inserimento, in un apposito registro delle produzioni tipiche della nostra regione, delle tre popolazioni raccolte in Val Cosa, Godia e Udine.

Di tutto questo e molto altro si parlerà nell’incontro che si terrà a Villa Chiozza di Scodovacca di Cervignano giovedì 21 febbraio dalle ore 9,00 alle 13,00. L’ingresso è libero ed aperto a tutti.