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9/11/08 - Tintoria della lana

Piero Villotta intervista Ennio Pittino.

Piero Villotta: L’ ERSA, attraverso il Servizio divulgazione, assistenza tecnica e promozione, ha avviato un programma di rivalutazione delle lane di pecora. Oggi è con noi Ennio Pittino, tecnico dell’Agenzia, che segue e propone le attività legate a questo settore. Innanzitutto, da dove nasce l’idea di valorizzare la lana di pecora ?

Ennio Pittino: Nel 2007, durante un’indagine sul settore ovino, si evidenzia un punto critico: nei periodi della tosatura la lana diviene un problema di difficile gestione perché considerato “sottoprodotto animale” soggetto a smaltimento. Da questa situazione, nasce l’idea di trovare soluzioni e percorsi idonei per recuperare ciò che un tempo rappresentava una risorsa insostituibile. 

Piero Villotta: Quali sono state le tappe che hanno segnato questo percorso ?

Ennio Pittino: Nella stessa primavera si organizza un Corso di “LAVORAZIONE ARTIGIANALE DELLE LANE INFELTRITE”. L’iniziativa si svolge presso il CESFAM di Paluzza. Si articola in 16 ore di lezione teorico-pratiche e riscuote un notevole interesse. Dopo la divulgazione dell’esperienza, anche grazie a questa trasmissione radiofonica, si manifestano numerosi stimoli per avviare un secondo Corso, analogo al precedente. Nei giorni 24-25 maggio scorsi si svolge, sempre a Paluzza, la seconda edizione. 

Piero Villotta: Quali sono i risvolti socio-culturali di queste attività ?

 Ennio Pittino: Durante questi corsi, c’è una continua trasmissione di “saperi” e di “conoscenze”, magari acquisiti solo verbalmente, da persone anziane che hanno vissuto i periodi difficili in cui tutto era finalizzato ad un’oculata economia domestica. Riemergono racconti di esperienze di tintoria della lana con “mallo di noci” e con altri “vegetali” autoctoni.

Piero Villotta: Cos’ è nato da queste riflessioni ?

Ennio Pittino: A questo punto prende corpo anche l’idea di tingere la lana e ciò si concretizza nei giorni 4-5 ottobre scorsi, come di consueto a Paluzza, dove si svolge il Corso di “TINTORIA DELLA LANA CON MATERIALE  VEGETALE  SPONTANEO”.

Gli argomenti trattati sono :

Individuazione e raccolta di materiale vegetale.

Tecniche di estrazione e fissaggio dei colori.

Lezioni pratiche di tintoria della lana.

Attraverso questa attività ogni partecipante ha potuto apprendere, in modo essenzialmente pratico, le tecniche di base che permettono di trasferire i pigmenti vegetali alle fibre naturali. 

Piero Villotta: Quali sono le fasi che caratterizzano il procedimento?

Ennio Pittino: La tintoria artigianale della lana può essere riassunta in cinque fasi :

a) “Ammollo”: Si pone la lana in acqua tiepida.

b) “Mordenzatura”: Si immerge la matassa in una soluzione di acqua e allume di rocca e si porta ad ebollizione (una volta si usava la cenere).

c) “Bagno della tintura”: Si prepara dell’acqua con l’essenza vegetale, vi si pone la lana mordenzata e si porta nuovamente ad ebollizione.

d) "Raffreddamento”: Si trasferisce la lana in una bacinella e si copre col liquido, filtrato ma ancora caldo della tintura, lasciando raffreddare. In questa fase si possono effettuare dei viraggi, che permettono di ottenere diverse tonalità, utilizzando sale, aceto, bicarbonato o alcool.

e) "Asciugatura”: Dopo i viraggi, ed alla fine del raffreddamento, si effettua un buon risciacquo e si lascia sgocciolare ed asciugare la lana in luogo ventilato e ombreggiato. 

Piero Villotta:
P
rogrammi per il futuro ?

Ennio Pittino: Sto valutando la possibilità di organizzare, a breve termine, una visita di istruzione presso piccole realtà della vicina Carinzia, anche a conduzione familiare, che già operano in questo settore ottenendo significativi riscontri anche economici.

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