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30/3/08 - L'importanza della qualità dei foraggi nell'alimentazione della bovina da latte

Bruno Damiani intervista Emanuele Bianco.

Bruno Damiani: Oggi abbiamo in studio Emanuele Bianco, tecnico del Servizio ricerca e sperimentazione dell'ERSA. Negli ultimi mesi tutti i media nazionali fanno un gran parlare dell'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari; anche il latte è sotto accusa. Infatti si parla di continui rincari e si è registrato anche un aumento del prezzo del latte alla stalla. Forse finalmente i nostri allevatori potranno tirare un sospiro di sollievo?

Emanuele Bianco: La situazione non è ancora rosea come potrebbe apparire. E' facile fare i conti in tasca calcolando solo le entrate. Analizzando i dati pubblicati dall'ISMEA, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, si nota che il prezzo del latte alla stalla da un anno a questa parte ha conosciuto un aumento del 24%. Andando a valutare il trend dei prezzi dei prodotti agricoli impiegati nell'alimentazione del bestiame, nello stesso arco temporale notiamo che il mais, la principale fonte alimentare per le bovine da latte, ha avuto dei rincari del 40% (225 Euro/ton); aumenti simili si sono avuti per gli altri cereali, mentre per la soia l'aumento è stato prossimo all'80%, raggiungendo in questi giorni la quotazione di 463 Euro/ton. Solo i foraggi hanno mantenuto una crescita di prezzo tendenzialmente simile a quella del latte. Si pensi che una razione per bovine da latte è costituita da circa 25 kg di mais insilato, 6 kg di farina di mais, 3,5 kg di soia e solo da 6-7 kg di fieno. A questi costi vanno poi sommati l'aumento dei costi legati al caro petrolio, dell'energia e degli altri prodotti impiegati nell'allevamento. 

Bruno Damiani: Quindi la situazione non è migliorata, anzi, da quanto si evince dai dati che ha appena fornito sembrerebbe in fase di peggioramento.

Emanuele Bianco: E infatti il numero delle stalle continua a diminuire...

Bruno Damiani: Ma in questa particolare situazione di mercato, con i prezzi delle materie prime alle stelle, quali potrebbero essere le soluzioni per contenere i costi di produzione?

Emanuele Bianco: A livello di costi di produzione voglio focalizzare l'attenzione soprattutto sui costi legati all'alimentazione: eliminare completamente i cereali e la soia con i livelli produttivi delle bovine attuali è improponibile. Però si possono ridurre le dosi somministrate se riusciamo a fornire all'animale del foraggio di buona qualità: qualità nutrizionale (contenuto in carboidrati fermentescibili, digeribilità della fibra, basso contenuto di lignina, buona disponibilità di proteine) e qualità igienico-sanitaria (assenza di muffe, di sostanze tossiche o antinutrizionali). Sebbene la qualità del foraggio alla raccolta e il relativo valore nutritivo sia influenzato da numerosi fattori (tra i più importanti ricordiamo la specie erbacea, il terreno, l'andamento stagionale e le tecniche colturali), c'è sempre un certo margine di intervento. Se ad esempio si anticipa di qualche giorno lo sfalcio dell'erba medica, intervenendo prima della fioritura quando sono presenti solo i bottoni fiorali, si riscontra un miglioramento della digeribilità del foraggio ed un aumento dell'ingestione da parte degli animali. Per le graminacee, invece, occorre fare attenzione alle concimazioni, specialmente a quella azotata perché la giusta dose permette un incremento del contenuto proteico e una diminuzione dei carboidrati strutturali e della lignina difficilmente digeribili. Se è pur vero che posticipare lo sfalcio permette di incrementare le produzioni, il foraggio ottenuto, oltre a fornire un quantitativo di nutrienti disponibili decisamente inferiore, rende meno appetibile la razione, fatto deleterio se si considerano i fabbisogni metabolici di una bovina. Per migliorare le caratteristiche igienico-sanitarie dei foraggi, si consigliano una corretta regolazione delle macchine da fienagione (in modo da evitare le contaminazioni con il terreno) ed un'adeguata ventilazione dei locali di stoccaggio del fieno. Volendo fornire delle indicazioni precise per salvaguardare qualità e quantità del foraggio, le leguminose vanno raccolte ad inizio fioritura, quando solo il 20% dei fiori è aperto, mentre le graminacee vanno raccolte ad inizio spigatura. Lo sfalcio deve essere effettuato quando il terreno non è troppo umido, regolando l'altezza di taglio a 7 cm. Occorre, inoltre, ridurre la permanenza in campo del foraggio anche attraverso l'adozione di tecniche che permettono di anticipare la raccolta (es.: la fasciatura).

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