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27/5/07 - Stress da caldo per le bovine da latte

Bruno Damiani intervista Emanuele Bianco.

Bruno Damiani: Malgrado l’arrivo, in questi giorni di un fronte di bassa pressione con temporali e abbassamento delle temperature, il periodo primaverile-estivo si sta caratterizzando per un caldo quasi record e potremmo trovarci di fronte a condizioni simili a quelle del 2003 con periodi siccitosi. Quali potrebbero essere allora i principali problemi a cui possono andare incontro gli allevatori di bovini da latte?  

Emanuele Bianco: L’estate del 2003 ha causato non pochi problemi ai nostri allevatori, questo perché gli animali sono stati sottoposti per un periodo eccezionalmente lungo a temperature elevate, superiori a trenta gradi, e soprattutto perchè gli allevamenti in molti casi non erano sufficientemente  preparati ad affrontare una stagione così calda. Con il bagaglio dell’esperienza acquisita, quest’anno è importante preparare adeguatamente i nostri allevatori al fine di ridurre i problemi conseguenti allo stress da caldo per di affrontare la stagione estiva con maggiore “serenità” (il perché lo capiremo nel corso dell’intervento).

Bruno Damiani: Perchè la vacca da latte risente molto delle alte temperature estive?  

Emanuele Bianco: La loro elevata sensibilità deriva in parte dalla peculiarità del loro apparato digerente, in particolare dal rumine che è il primo ed il più voluminoso dei quattro stomaci. In un bovino adulto di 600 kg il suo volume è di circa 150 litri e, a causa delle fermentazioni che avvengono al suo interno, si mantiene ad una temperatura costante di circa 39 gradi centigradi. Quanto detto ci aiuta a capire l’elevata quantità di calore che questi animali devono dissipare per mantenere costante la loro temperatura corporea. Inoltre nella vacca in lattazione fisiologicamente il metabolismo è più accelerato rispetto, ad esempio, ad un animale da carne per soddisfare gli elevati fabbisogni legati alla produzione del latte, fatto che ne innalza ulteriormente la suscettibilità allo stress da caldo.

Bruno Damiani: Quali sono le principali conseguenze dello stress da caldo per la bovina da latte? 

Emanuele Bianco: Nella bovina da latte le alte temperature provocano una visibile riduzione dell’ingestione, da cui ne consegue anche una flessione della  produzione di latte ed una forte riduzione del tasso di fertilità della mandria. Lo stress da caldo provoca anche un abbassamento delle difese immunitarie della vacca che si può tradurre in un aumento dell’incidenza delle infezioni alla mammella e post partum.  Non dobbiamo dimenticarci che a fine estate, quando le temperature si riducono, l’animale paga ancora le conseguenze dello stress subito, in particolare le vacche che partoriscono durante l’estate presentano dei picchi di lattazione più bassi e manifestano un aumento dell’incidenza di dismetabolie nell’immediato post partum, inoltre si assiste ad una forte riduzione dei tassi di fertilità che si ripercuotono nella mandria per un periodo più o meno lungo a seconda dell’entità dello stress da caldo subito. 

Bruno Damiani: Quali potrebbero essere gli accorgimenti da adottare al fine di ridurre gli effetti dello stress da caldo? 

Emanuele Bianco: Lo stress da calore  e lo stress da produzione raddoppia la necessità di acqua della bovina, è quindi importante verificare che queste abbiano sempre a disposizione una sufficiente quantità d’acqua e che i punti di abbeverata siano puliti. Un modo pratico per verificare la dotazione di punti di abbeverata della nostra stalla è quello di verificare se il perimetro utile di abbeverata,  un buon consiglio è quello di mettere a disposizione degli animali circa 7,5 cm., capo e possibilmente ripartiti in due o tre punti di abbeverata. Ottimale sarebbe la presenza di un ampio abbeveratoio vicino all’uscita dalla sala di mungitura degli animali che rappresenta un momento della giornata in cui gli animali bevono una grossa quantità d’acqua. Altra cosa importante è verificare la presenza di adeguati sistemi di ventilazione nell’allevamento, da applicare se necessario seguendo i consigli di tecnici specializzati, molto spesso accade che questi siano carenti proprio nella sala di attesa. In questo locale,  che per le sue caratteristiche funzionali ospita, anche se per poche ore al giorno, una alta concentrazione di bovine, lo stress da caldo può raggiungere l’incidenza maggiore. Basti pensare che far subire alla bovina solo due ore al giorno di stress da caldo, ne provoca una sensibile riduzione del tasso di concepimento. E’ necessario inoltre porre molta attenzione alla qualità degli alimenti somministrati nel periodo caldo. La maggior parte delle aziende oggi utilizzano l’alimentazione con sistema unifeed, in questo caso è importante verificare che l’alimento non subisca delle fermentazioni anomale in mangiatoia, favorite dalle alte temperature ambientali e dall’umidità eccessiva della miscelata, che ne alterano la qualità, e tra l’altro facilmente individuabili valutando la temperatura del prodotto in mangiatoia.

Nel caso in cui la miscelata tenda a scaldare un piccolo accorgimento che può funzionare è quello di scaricare l’unifeed la sera di modo che circa la metà venga mangiata nelle ore più fresche della giornata riducendo in questo modo l’insorgenza di queste fermentazioni. 

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