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23/9/07 - Le lane di pecora

Bruno Damiani intervista Ennio Pittino.

Bruno Damiani: Oggi parleremo, assieme a Ennio Pittino del Servizio divulgazione, assistenza tecnica e promozione dell'ERSA, di lana di pecora e di come possa diventare un’opportunità per l’integrazione del reddito aziendale.

Per cominciare, quali considerazioni storiche possiamo fare sugli allevamenti ovini ?

Ennio Pittino: L’allevamento ovino, assieme a quello caprino e bovino, rappresentò una delle fonti principali di sostentamento per le popolazioni montane del Friuli Venezia Giulia. Storicamente la pecora offriva lana da cardare, filare e tessere attraverso le mani sapienti delle donne che ricavavano materassi, coperte, calzetti e maglie. Si deve inoltre ricordare che in Carnia, nel ‘700, si sviluppò l’arte tessile grazie  a JACOPO LINUSSIO che diffuse anche la tessitura di altre fibre naturali come lino, canapa e seta.

Bruno Damiani: Qual è la situazione aziendale di questo settore ?

Ennio Pittino: La diffusione degli allevamenti ovini, in Regione, è assai eterogenea e, se per le zone prossime alla pianura il numero di capi per azienda è rilevante e gestito attraverso il “pascolo vagante”, nella zona della Carnia le pecore rappresentano più che altro un aspetto affettivo e di tradizione.

Bruno Damiani: Quale sarà il futuro della lana ?

Ennio Pittino: Con l’avvento delle fibre sintetiche, questo prodotto naturale caldo e traspirante è stato relegato alla categoria di “sottoprodotto animale” e quindi oggetto anche di  problemi di smaltimento. Prendendo lo spunto dalle esperienze della Provincia di Trento, l’ERSA ha voluto lanciare un segnale di ripresa per valorizzare le lane di pecora, organizzando il 1° Corso di “LAVORAZIONI ARTIGIANALI DELLE LANE INFELTRITE”.

Bruno Damiani: In cosa consisteva e come si è svolto questo Corso ?

Ennio Pittino: Il Corso si è svolto a Paluzza, presso il Centro Servizi Foreste e Attività per la Montagna. La durata complessiva è stata di 16 ore. La Signora Rosa Fontana di Lisignago (TN), docente del Corso, ha saputo creare un’atmosfera magica ed un coinvolgimento totale dei partecipanti, non solo attraverso gli insegnamenti pratici, ma anche con le conoscenze storico–culturali del settore.

Gli argomenti trattati dalla Signora Fontana sono stati:

  • Scelta, lavaggio e cardatura della lana di pecora.
  • Attrezzatura minima per la lavorazione del feltro.
  • Tecniche di infeltrimento.

Bruno Damiani: Quali sono stati gli obiettivi raggiunti dagli allievi?

Ennio Pittino:Ogni partecipante ha potuto apprendere le tecniche per infeltrire la lana, per poi realizzare alcuni manufatti: un tappeto “fantasia”, un cappello tipo “tirolese” e un paio di pantofole. L’entusiasmo del gruppo ed i risultati ottenuti indurranno sicuramente a ripetere questa esperienza stimolante, creativa e fantasiosa che, senza grosse pretese, può contribuire ad integrare il reddito delle piccole aziende agricole montane.

Bruno Damiani: Per concludere, che riflessioni possiamo aggiungere ?

Ennio Pittino: Con questa esperienza, che non è solo artigianato ma si può affermare anche nel mondo dell’ARTE, possiamo ritenere che sta nascendo un forte desiderio di ritorno a quelle attività manuali ed artistiche che contaddistinsero la nostra popolazione, attraverso l’utilizzo delle fibre che ogni anno ci vengono offerte dalle PECORE .

 

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