Azioni sul documento

19/7/09 - Il benessere animale

Piero Villotta intervista Simonetta Dovier.

Piero Villotta: Oggi parliamo di benessere animale, con particolare riferimento all’allevamento della bovina da latte in montagna. Quali sono le principali caratteristiche di questa tipologia di allevamento? 

Simonetta Dovier: Il sistema di allevamento della bovina da latte più diffuso nell’arco alpino prevede un’alternanza tra la stabulazione invernale di fondovalle, prevalentemente in strutture a posta fissa, e l’alpeggio degli animali sui pascoli in quota durante i mesi estivi. La stabulazione a posta fissa rappresenta ancora la forma di allevamento più utilizzata, tanto che nella montagna italiana oltre l’85% delle stalle allevano gli animali in stabulazione fissa, e tale percentuale supera il 90% degli allevamenti nella nostra regione. 

Piero Villotta: La stabulazione fissa viene però spesso criticata per le condizioni restrittive di allevamento, come si pone rispetto il benessere degli animali? 

Simonetta Dovier:Parlare di benessere animale non è semplice in quanto non esiste ancora un criterio univoco atto a stabilire se, ed in quale misura, l’animale allevato goda del dovuto benessere. Sicuramente la stabulazione fissa limita la piena manifestazione del comportamento sociale degli animali e in alcuni casi può causare problemi sanitari a carico dell’apparato locomotore e mammario. Tuttavia diversi studi hanno dimostrato che in montagna anche le stalle a stabulazione libera non sono esenti da tali problematiche. In montagna infatti, più che in ogni altro ambiente, le stalle devono adattarsi agli spazi disponibili, spesso penalizzando le esigenze degli animali. 

Piero Villotta: L’alpeggio estivo del bestiame può invece migliorare il livello di benessere degli animali? 

Simonetta Dovier: L’alpeggio garantisce una serie di vantaggi per la salute e il benessere dei bovini come ad esempio il miglior tono muscolare e la maggiore pulizia degli unghioni e della mammella. Va però sottolineato che tali vantaggi si raggiungono solo se la gestione dell’alpeggio viene realizzata in modo adeguato, ma in caso contrario si possono avere problemi relativi alla condizione corporea o di tipo sanitario. 

Piero Villotta: Viste le problematiche esposte, qual’è l’indirizzo normativo in merito a tale tematica?  

Simonetta Dovier: Il settore della bovina da latte non presenta, ad oggi, una normativa specifica in tema di benessere animale, ma la Commissione Europea ha incaricato un comitato scientifico per la stesura di una relazione che costituirà la base tecnica per l’emanazione di una normativa comunitaria prevista per il 2010.

Piero Villotta: Considerati l’impatto che una normativa sul benessere potrà avere sull’allevamento della vacca da latte, l’ERSA ha promosso delle attività in merito?

Simonetta Dovier: L’ERSA, in collaborazione con l’AAFVG e il DIAN dell’Università di Udine, ha condotto un’indagine su un campione di aziende montane con l’obiettivo di raccogliere una prima base di dati a livello regionale. Ha inoltre organizzato un incontro tecnico le cui relazioni sono state raccolte in uno speciale del Notiziario ERSA, disponibile online sul sito dell’ERSA.

È evidente che l’attenzione per il benessere animale non deve rappresentare un ennesimo costo per il settore latte ma, vista anche la sensibilità del consumatore, può rappresentare uno strumento per aumentare il valore aggiunto dei prodotti di origine animale.

Aree tematiche
« luglio 2014 »
do lu ma me gi ve sa
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031