L’imbianchimento del radicchio tardivo di Treviso (seconda parte)
a cura di Costantino Cattivello - ERSA
Dopo aver prelevato le piante dal campo, averle toelettate e sistemate in un’aiuola all’interno di un tunnel per proteggerle dal gelo ed averle a disposizione, si procede all’imbianchimento vero e proprio.
Nel Radicchio di Treviso tardivo l’imbianchimento casalingo si effettua nel seguente modo:
Le piante vengono prelevate dal solco dov’erano state sistemate e vengono raccolte in mazzi di circa 30 radicchi con relativa radice e pane di terra. I mazzi vengono collocati in vasche di cemento dove corre dell’acqua con una temperatura non inferiore ai 10-12 °C che non dove mai bagnare le foglie. Le piante vengono ricoperte con uno strato di 8-10 cm di paglia o foglie o stocchi di mais trinciati o da un tunnellino su cui viene stesa della plastica nera. Qui vi rimangono per circa 15 giorni.
Per facilitare le operazioni le piante anziché essere legate in mazzi possono essere sistemate nelle stesse cassette di plastica utilizzate per ortofrutta e, se il tunnel è sufficientemente grande da permettere un certo innalzamento delle temperature nel corso del giorno, si può evitare l’uso dell’acqua. In questo caso però i le piante vengono lasciate nell’aiuola dove si trovavano ed i tempi di forzatura si allungano di una ulteriore settimana. Quando le piante sono pronte si tolgono le foglie esterne e si ripulisce e raccorcia a 3-4 cm la radice. Va ricordato che la radice non va eliminata in quanto assicura la freschezza del prodotto per alcuni giorni






