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6/3/2011 - La concimazione 1

a cura di Costantino Cattivello (ERSA)

Oggi parliamo di concimazione dell’orto, un argomento che affronterò a più riprese nel corso dell’anno.

Lo stimolo mi è venuto pensando alle domande che spesso mi vengono rivolte; domande del tipo: qual è il concime migliore per l’orto?, oppure, è meglio impiegare il letame, il compost oppure i concimi chimici? O infine, qual è la tecnica di concimazione più razionale?

Andiamo per gradi.

Riguardo al primo punto non vorrei deludere gli ascoltatori ma va precisato subito che non esiste un concime ideale per l’orto in quanto vi vengono coltivate delle piante con esigenze nutritive diversissime sia in termini di quantità che tipo di nutrienti asportati. Ad esempio, tutta la famiglia dei cavoli è composta da piante avide di elementi nutritivi tanto che a fine coltivazione lasciano il terreno decisamente impoverito, al contrario di quanto accade ad esempio con leguminose quali ad esempio fagiolo e pisello. Nel decidere la concimazione da somministrare è chiaro che bisogna guardare un’ attimo anche alla  durata della coltivazione: un conto è coltivare del lattughino da raccogliere a 20-30 giorni dalla semina un altro è coltivare del sedano che necessita per chiudere il ciclo di un periodo di tempo 10 volte superiore.

E veniamo al letame.

E’ da sempre considerato il re dei fertilizzanti in quanto contribuisce a migliorare non solo  la fertilità chimica dei suoli ma anche quella fisica e biologica.  In termini pratici possiamo dire che l’impiego di letame migliora la sofficità del terreno favorisce l’attività della microflora terricola ed apporta pure degli elementi nutritivi necessari. Tuttavia, per avere questi benefici effetti bisogna applicare, ad anni alterni, sulla stessa superficie, non meno di 5 qli di letame maturo su 100 m2 di orto. La distribuzione, seguita in un breve lasso di tempo dall’interramento, dovrebbe precedere di almeno un mese le coltivazioni. Un po’ come si è sempre fatto tanto e vero che fino a pochi anni fa era comune sentire a febbraio-marzo il caratteristico odore del letame  appena sparso nei campi. L’applicazione di ripetute letamazioni è un toccasana soprattutto per terreni argillosi.

Quanto detto vale per letame ben maturo e in parte anche per il compost casalingo; un discorso a parte va fatto lo stallatico pellettato, venduto in sacchi di vario volume. In questo caso lo stallatico, alle quantità di impiego proposte, funziona quasi esclusivamente come apportatore di elementi nutritivi ma non ha effetti sulla sofficità e sulla microflora. Ciò che differenzia questo prodotto dai concimi chimici è il titolo in elementi nutritivi, cioè la quantità di elementi nutritivi presenti, che in genere è più bassa ed una cessione degli elementi nutritivi più graduale nel tempo, man mano che la sostanza organica presente si decompone. 

 

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