27/2/2011 - Scalogno e biete rosse
a cura di Costantino cattivello (ERSA)
Nelle settimane scorse abbiamo parlato di cipolle.
Un parente stretto delle cipolle, tornato di moda negli ultimi tempi, è lo scalogno o civolin in friulano. Assomiglia in tutto e per tutto alla cipolla e si coltiva nella stessa maniera. Le differenze riguardano l’aspetto esterno del bulbo che è decisamente più piccolo rispetto alla comune cipolla ed il gusto, molto più delicato. E’ indicato sia per preparazioni fresche che per conserve sott’olio o sottoaceti. Si possono seminare sia i bulbilli che trapiantare le piantine ottenute da seme. In ogni caso si pianta in file distanti 40-50 cm, mentre sulla fila i bulbilli o le piante si mettono a dimora ogni 10-15 cm.
La raccolta si effettua a partire da giugno e si conclude ad agosto, quando le foglie perdono turgidità ed ingialliscono. Dopo l’estirpazione le piante, che portano da 5 a 10 bulbilli, si devono lasciare essiccare completamente in campo o sotto una tettoia prima di provvedere alla conservazione vera e propria. Se si vuole un prodotto dal gusto intenso e pungente si devono impiegare dei concimi contenenti zolfo. In buone condizioni la produzione può raggiungere e superare 1 quintale in 100 m2.
Una parente stretta della barbabietola da zucchero presente in tutti gli orti e seminata in questo periodo è la bieta rossa.
Si tratta di una pianta di ciclo corto (in media 60-70 giorni) ed in grado di crescere anche in presenza di temperature non elevate. Due sono i tipi più diffusi: la rotonda di Chioggia e la piatta d’Egitto. La differenza fondamentale tra queste due varietà risiede nel colore della polpa. Nella rossa di Chioggia la polpa è di colore rosa mentre nel tipo egiziano la polpa è di colore rosso molto intenso. La semina si può fare a spaglio o a file. In quest’ultimo caso si semina in file distanti 30-40 cm mentre sulla fila i semi si dovrebbero distanziare di 4-5 cm. In quest’ultimo caso per 100 m2 si impiegano orientativamente 100 g. A chi vuole ottenere una produzione regolare consiglio non solo di effettuare la semina a file ma anche di impiegare seme di varietà monogerme, cioè semi da cui si sviluppa una sola pianta. Nel caso più comune infatti da ciascun seme si sviluppano più plantule; purtroppo la competizione tra i germogli darà luogo a piante con radice più piccola e disforme.






