20/3/2011 - Le semine di marzo: pomodoro
a cura di Costantino Cattivello (ERSA)
Cari ascoltatori, è il momento di effettuare la semina del re delle orticole: il pomodoro.
Ognuno ha la sua tecnica di semina, perciò quella che vi illustrerò è una delle possibili:
Procuratevi una seminiera e sistemate del terriccio da semina, un substrato fine e poco concimato. Spargete uniformemente il seme e dopo averlo leggermente pressato per farlo aderire al terriccio, ricopritelo con della vermiculite fine. Bagnate delicatamente e ponete il contenitore in un ambiente caldo. L’emergenza avviene nel giro di 5-10 giorni, a seconda della temperatura ambiente. Non appena avvenuta l’emergenza del seme la seminiera va posta in un ambiente luminoso e con temperatura temperata. Quando la pianta ha ben disteso le due foglie cotiledonari è ora di effettuare il ripicchettamento, cioè il rinvaso in un contenitore più grande. A tale scopo si impiega un terriccio per ripicchettamento, più grossolano e concimato del tipo da semina. La piantina può essere posta a dimora in vasi da 9-10 cm dove vi rimarrà fino all’emissione della 3 foglia vera. In genere dalla semina alla messa a dimora in campo passano circa 45 -50 giorni.
Ed ora un’occhiata ai tipi più diffusi:
· ciliegini e datterini se cercate una nota di dolcezza nelle insalate e nella guarnizione dei piatti;
· tondi costoluti tipo Marmande per produzioni precoci e di elevata qualità organolettica;
· a sacchetto tipo ligure, erroneamete chiamati Cuore di Bue, per insalate di gusto;
· San Marzano insalataro, per consumo fresco;
· tipo Roma per salse.
E prima di congedarmi un suggerimento per quanti sceglieranno di acquistare direttamente le piantine. La qualità di un piantina di pomodoro è tanto più alta quanto minore è l’altezza dell’ipocotile e maggiore il suo diametro. L’ipocotile è la parte del fusticino che va dal suolo alle prime due foglie cotiledonari. In generale meno lunghi sono gli internodi tanto più “indurita” come si dice in gergo, sarà la pianta. Ultimo aspetto, ma non meno importante: una pianta ben prodotta deve avere un ipocotile violetto e non verde! In caso contrario la pianta è probabilmente filata e pertanto subirà, una volta messa a dimora, una lunga crisi da trapianto.






