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19/9/10 - Il porro

Marco Buzziolo intervista Costantino Cattivello.

Marco Buzziolo: Tra le orticole che fanno bella mostra di sé negli orti in autunno-inverno il porro ha un ruolo di certo non secondario. Tuttavia, negli ultimi anni alcuni problemi sanitari rischiano di compromettere la sanità di orticola che ci accompagna nei mesi invernali.

Abbiamo ai microfoni di Vita nei Campi l’agronomo  Costantino Cattivello  dell’ERSA che ci farà il punto della situazione.

 

Costantino Cattivello: Oltre ai tradizionali parassiti fungini ed insetti, negli ultimi anni si è registrato l’arrivo di un nuovo nemico rappresentato dalla cosiddetta mosca del porro e della cipolla. I danni sono causati dalle gallerie prodotte dalle larve che sono presenti all’interno del  fusto della pianta in numero variabile da qualche unità ad alcune decine.

Per capire come proteggersi da questo parassita, è fondamentale capire come esso vive e si riproduce. Va detto innanzitutto che questo insetto ha due generazioni all’anno. La deposizione e la schiusa delle uova avvengono a fine inverno ed a fine estate. Le prime generazioni colpiscono le giovani piante provocando delle anomalie di crescita con deformazioni fogliari molto evidenti. La seconda generazione, invece, ha inizio a fine settembre in coincidenza con i primi abbassamenti delle temperature.

E veniamo ai rimedi…

Nell’orto famigliare sconsiglio di utilizzare agrofarmaci, in quanto in molti casi l’efficacia non è ottimale ed il costo non è irrilevante. Inoltre va precisato che al momento non esistono varietà resistenti a questo parassita.

L’unica strada praticabile è rappresentata dagli interventi agronomici. Consiglio di coprire le piante di porro ermeticamente con dell’agrivelo, meglio conosciuto con il nome di tessuto non tessuto.

L’Agrivelo deve essere lasciato sulla coltura durante tutto il volo degli adulti, che in genere dura un mese, ed inizia verso la fine di settembre.  A partire dall’inizio di novembre potrà essere tolto definitivamente e si potrà procedere alla raccolta del prodotto.

Nel caso si intervenga troppo tardivamente, ad attacco in corso, non tutto è perduto soprattutto se si impiegano delle varietà a maturazione invernale, cioè tardiva.

In questo caso le larve saranno già presenti all’interno del fusto ed avranno formato delle gallerie che in genere interessano solo la foglia sulla quale precedentemente era stato depositato l’uovo.

Se ritardiamo opportunamente la raccolta fino a fine inverno, daremo modo alla pianta di formare nuovi tessuti che sposteranno gradualmente i tessuti interessati dalle larve verso le parti esterne del fusto dove sarà facile eliminarle con una semplice toelettatura.

 

Per maggiori informazioni consiglio di consultare il sito: www.ersa.fvg.it

 

 

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