Azioni sul documento

13/12/09 - Orti d'inverno

Armando Mucchino intervista Costantino Cattivello.

Armando Mucchino: L’inverno meteorologico ed astronomico sta arrivando. Nei campi l’attività segna il passo anche se, per alcune orticole locali, la  stagione della raccolta sta per prendere avvio. Abbiamo ai microfoni di Vita nei campi l’agronomo Costantino Cattivello dell’ERSA, al quale chiederemo di farci il punto sulle principali orticole di stagione e non. Cosa si produce negli orti in questo periodo dell’anno?

Costantino Cattivello: Cavoli, radicchi, sedano e porro rappresentano le orticole tipiche del periodo invernale. E’ interessante notare come fra queste orticole ci siano alcune delle produzioni locali più interessanti che varrebbe la pena di valorizzare come il cavolo broccolo da foglia di orzano, di muez di Remugnano e Castelnovo del Friuli, per non parlare del lidric cul poc, del radicchio canarino e della Rosa di Gorizia, che deve il suo nome alla caratteristica forma e colore, ed infine del sedano rapa di Godia. 

Armando Mucchino: Ma queste varietà rappresentano una pura curiosità o possono avere un futuro commerciale?

Costantino Cattivello: Alcune di queste varietà alimentano una domanda locale in espansione, interessante e soddisfacente anche per il produttore; sono il radicchio canarino, la rosa di Gorizia ed il lidric cul poc. A tal proposito, presso l’Istituto Tecnico Agrario di Gradisca sabato 19 dicembre si terrà un interessante convegno dedicato  all’analisi delle prospettive del radicchio canarino e della rosa di Gorizia.

Per altre orticole invernali al momento la domanda è più limitata, anche se si tratta di varietà che hanno delle prerogative salutistiche e nutrizionali più interessanti rispetto ad analoghi prodotti presenti sul mercato.  

Armando Mucchino: E delle altre produzioni orticole tipiche cosa ci può dire?

Costantino Cattivello: Fra le orticole di più radicata tradizione in regione un posto di primo piano è occupato dall’asparago bianco con diversi poli produttivi oltre ai tradizionali punti di produzione quali Tavagnacco, Fossalon e S. Vito al Torre. A differenza di altre orticole, le superfici sono leggermente aumentate e l’offerta si è accresciuta non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi, alimentando una filiera corta particolarmente interessante. 

Armando Mucchino: Cosa sta facendo l’ERSA per lo sviluppo di questa produzione?

Costantino Cattivello: Le attività di supporto sono molteplici e vanno dalla messa a punto della tecnica colturale e della scelta varietale più opportuna alla promozione della produzione locale anche se i quantitativi esitati sui mercati permettono di soddisfare una quota limitata della domanda. Domanda che al momento è coperta da produzioni nazionali ed estere. 

Armando Mucchino: E chi volesse saperne di più sull’attività sperimentale svolta in regione cosa può fare?

Costantino Cattivello: L’invito è di partecipare mercoledì prossimo, 16 dicembre, al tradizionale incontro che si terrà presso Villa Chiozza di Scodovacca di Cervignano. Tra le 9 e le 13 si presenteranno gli ultimi risultati della sperimentazione varietale ed agronomica su asparago, nonché le risultanze delle prove qualitative svolte su questa specie in collaborazione con un istituto del ministero dell’agricoltura specializzato sugli aspetti qualitativi. Non si parlerà solo di asparago, ma si forniranno anche gli ultimi aggiornamenti varietali e di difesa anticrittogamica dello zucchino, del pomodoro ovale e dei portainnesti per il controllo di alcuni patogeni del suolo.

 

 

Aree tematiche
« maggio 2013 »
do lu ma me gi ve sa
1234
5678910 11
12131415161718
1920 21 22 23 24 25
26 2728293031