12/9/10 - La rucola
Marco Buzziolo intervista Costantino Cattivello.
Marco Buzziolo: La volta scorsa abbiamo parlato della valerianella.
Oggi è la volta di un’altra orticola da foglia molto apprezzata e che può essere ancora seminata: la rucola.
Costantino Cattivello: E’ una pianta che, soprattutto se coltivata nel periodo invernale, accumula elevate quantità di nitrati nel fogliame, fattori potenzialmente pericolosi per la salute umana.
Va però sottolineato che, vista la sua ridotta presenza nella dieta giornaliera e visto l’elevato contenuto in Vitamina C nel fogliame, la si può consumare con relativa tranquillità.
Parlando di rucola dovremmo menzionare in realtà due diversi tipi:
la rucola coltivata e quella selvatica.
La prima presenta delle foglie ampie e tenere, è aromatica e di gusto delicato, mentre la seconda si distingue dalla precedente per le foglie strette, frastagliate, croccanti e, soprattutto, per un gusto decisamente forte e piccante.
Negli ultimi anni la seconda ha registrato un crescente apprezzamento da parte dei consumatori probabilmente in virtù delle caratteristiche gustative molto spiccate.
Entrambe le tipologie si possono seminare in un lungo intervallo di tempo che va dalla primavera all’inizio dell’autunno. Va tenuto presente che, nei nostri ambienti, nel corso del mese di settembre, si può ancora seminare in pieno campo, mentre per le semine più tardive di ottobre è meglio predisporre delle coperture. Non ha particolari esigenze di terreni ma non tollera in alcun modo i ristagni d’acqua.
La semina si esegue a spaglio impiegando 0,5 g/m2 o in file distanti 15-30 cm interrando i semi a circa un centimetro di profondità. La raccolta inizia dopo 40-60 giorni e si protrae per circa un mese, sfruttando i ricacci che si ottengono dopo il primo taglio. In ogni m2 si possono raccogliere da uno a due chilogrammi.
I problemi parassitari certo non mancano e nel qual caso consiglio, prima di intervenire, di rivolgersi a tecnici di fiducia per la corretta diagnosi e lotta.
Per maggiori informazioni consiglio di consultare il sito: www.ersa.fvg.it






