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1/2/09 - Diserbo cipolla

Piero Villotta intervista Renato Danielis.

Piero Villotta: Si sta approssimando il momento del trapianto o della semina della cipolla che l’agricoltore dovrà difendere dalla massiva nascita di tutte le infestanti con sviluppo primaverile – estivo. A tal proposito abbiamo qui il perito agrario Renato Danielis, che opera presso il servizio per la sperimentazione agraria per il Friuli Venezia Giulia dell’ERSA sito a Pozzuolo del Friuli, il quale ci illustrerà quali sono le problematiche che condizionano la difesa della cipolla dalle infestanti.

 

Renato Danielis: La cipolla è caratterizzata da un lento sviluppo iniziale, che la rende poco competitiva e la predispone al danno delle infestanti, sia produttivo sia di ostacolo alla successiva raccolta meccanica; inoltre la coltivazione a file poco distanti rende difficile il controllo meccanico e quindi il diserbo chimico assume un’importanza fondamentale nella tecnica colturale.

 

Piero Villotta: Quali sono le epoche in cui intervenire con il diserbo chimico?

 

Renato Danielis: Nel caso in cui  la cipolla sia trapiantata o seminata, le epoche per intervenire con il diserbo chimico sono: in  pre semina o pre trapianto, in pre emergenza della coltura e in post emergenza o post trapianto.

 

Piero Villotta: Quali sono gli erbicidi che si possono impiegare?

 

Renato Danielis: In pre semina o pre trapianto trovano largo uso i prodotti utilizzati per la pulizia del letto di semina che sono diquat, glufosinate ammonio, glifosate. Nei trattamenti di pre emergenza, si usano prodotti residuali quali pendimetalin, propaclor e clorprofam. Questi trattamenti risultano fondamentali visto il lungo periodo di tempo che intercorre tra la semina e l’emergenza della coltura; inoltre questi prodotti possono essere distribuiti anche in tempi prossimi all’emergenza della cipolla. Quest’ultimo modo di operare attribuisce maggiore selettività all’erbicida, infatti il seme, essendosi già imbibito di acqua al momento del trattamento, assorbe minori quantità di principio attivo. Certamente questa pratica ha un risvolto negativo, evidente nel caso in cui precipitazioni prolungate, possono costringere l’agricoltore a ritardare il trattamento fino a renderlo impossibile, se la coltura è già emersa o in fase di emergenza. Questa nuova situazione complica notevolmente i programmi di diserbo, in quanto si devono eliminare infestanti di sviluppo maggiore rispetto a quello della cipolla e con minor disponibilità di erbicidi.

 

Piero Villotta: La cipolla, come prima messo in evidenza, ha scarsa competitività nei confronti delle infestanti. Sono sufficienti i soli trattamenti appena citati?

 

Renato Danielis: Visto il lungo periodo in cui la cipolla rimane in campo e la scarsa competitività che questa coltura ha nei confronti delle infestanti, i soli trattamenti di pre emergenza non sono sufficienti a garantire il terreno completamente pulito per tutto il ciclo colturale, per cui ci si affiderà a trattamenti di post emergenza, con calendari che risultano complessi ed articolati e con prodotti quali  ioxinil, oxifluorfen e clopiralid nei confronti delle larghe foglie; mentre verso le graminacee, sempre in post emergenza trovano largo uso diversi graminicidi specifici registrati per la cipolla ma utilizzati anche in soia. Negli interventi più tardivi di post emergenza, i trattamenti ad azione fogliare possono essere utilizzati anche in associazione ad anticrittogamici e insetticidi, tenendo presente la maggiore compatibilità di ioxinil ed evitando di utilizzare insetticidi liquidi quando si impiegano le dosi maggiori di oxifluorfen.

 

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