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24/2/08 - Le condizioni di salute del verde urbano e dei boschi

Bruno Damiani intervista Giancarlo Stasi.

Bruno Damiani: Il Servizio fitosanitario regionale, oltre alle competenze di vigilanza e controllo sulle patologie delle colture agrarie, ha anche il compito di sorvegliare le condizioni di salute del verde urbano e dei boschi. Quale ruolo rivestono le piante che vivono nelle nostre città e quali problematiche vanno affrontate in questo momento per consentire loro di vivere al meglio? 

Giancarlo Stasi: Direi che è assolutamente insufficiente considerare il verde urbano quale elemento estetico nei contesti cittadini in cui viviamo: una concezione che relega parchi, giardini, viali al ruolo di elementi di arredo o di decorazione è limitante. Infatti le piante svolgono una serie molteplice di funzioni che influenzano positivamente la qualità della vita: prima fra tutte, viste le torride estati che siamo costretti ad affrontare a causa dei cambiamenti climatici e dell’eccesso di cementificazione, quella di mitigazione degli effetti delle isole di calore. Una zona urbana ricca di alberature e di vegetazione è sicuramente più fresca di quella piena di asfalto e cemento. Le piante che vivono nelle nostre città hanno un problema fondamentale: la convivenza con le attività umane, con il traffico, con le cattive condizioni ambientali non favoriscono certamente la loro buona salute. Spesso, inoltre, la gestione del verde urbano, soprattutto per quanto riguarda le alberature, non   segue criteri scelti in funzione della biologia della pianta, ma di mera ed immediata opportunità e convenienza. 

Bruno Damiani: In questo preciso momento quali sono le operazioni fitosanitarie che dobbiamo attuare per tutelare questo importante patrimonio? 

Giancarlo Stasi: Una delle operazioni che sicuramente devono essere attuate in questo periodo è rappresentata dalla bonifica delle piante infestate dalle processionaria del pino. Questo insetto oltre a rappresentare un importante parassita, soprattutto dei pini neri, può essere fonte di pericolo per gli animali a sangue caldo. Le larve, che tra non molto migreranno dai nidi posti sui rami al terreno, sono dotate di peli urticanti che possono provocare forti irritazioni della pelle e delle mucose. Nei periodi più freddi ed umidi è importante, operando con le debite cautele, asportare questi nidi dai rami ed eliminarli accuratamente. 

Bruno Damiani: Anche l’attività di monitoraggio dello stato di salute di boschi e foreste è un importante settore in cui siete impegnati. 

Giancarlo Stasi: Il controllo delle problematiche fitosanitarie delle foreste regionali è un'attività che ha avuto inizio più di un decennio fa. Questo programma, denominato Bausinve, vede impegnati oltre al nostro servizio diversi soggetti istituzionali. Quali? Il corpo forestale regionale, che cura attraverso il personale delle diverse stazioni il puntuale controllo del territorio, ed il Dipartimento di Biologia applicata alla Difesa delle Piante dell’Università di Udine che coordina dal punto di vista scientifico l’iniziativa. Visti i lusinghieri risultati del Bausinve sono in corso contatti con le analoghe strutture, operanti nelle regioni dell’arco alpino, per l’avvio di una attività congiunta interregionale.

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