06/04/08 – Il colpo di fuoco batterico
Bruno Damiani intervista Alessandro Fiori.
Bruno Damiani: Oggi, insieme al dott. Alessandro Fiori del Servizio fitosanitario, chimico-agrario, analisi e certificazione dell’ERSA, parliamo del colpo di fuoco batterico delle pomacee. Innanzitutto, cos’è il colpo di fuoco batterico?
Alessandro Fiori: È una malattia ad elevata epidemicità causata dal batterio Erwinia amylovora. Interessa diverse rosacee, colpisce in particolare il melo, il pero e il cotogno, ma anche diverse specie ornamentali e spontanee, quali la piracanta, il cotoneaster, la fotinia, il nespolo, il sorbo e il biancospino. La malattia è oggetto di specifiche normative internazionali e comunitarie e per il suo controllo è in vigore un decreto ministeriale di lotta obbligatoria.
Bruno Damiani: Quali sono i sintomi che presentano le piante colpite?
Alessandro Fiori: I sintomi sono simili per tutte le specie ospiti e si manifestano in piena stagione vegetativa , verso maggio-giugno, su tutta la parte aerea della pianta provocando una rapida necrosi dei tessuti. Foglie, fiori e frutti avvizziscono restando attaccati alla pianta. Le aree annerite si presentano umide e sono spesso ricoperte da gocce di essudato batterico chiaro e lattiginoso. In seguito l’infezione si diffonde verso la base della pianta andando progressivamente a interessare i rami e le branche principali. Un aspetto caratteristico è il ripiegamento a pastorale dei germogli più vigorosi.
Bruno Damiani: Quali sono le vie di penetrazione della batteriosi e come si diffonde?
Alessandro Fiori: Il batterio penetra sia attraverso le aperture naturali della pianta quali stigma e stomi sia attraverso ferite come quelle provocate dalla grandine, dalle punture di insetti e dagli interventi di potatura verde. La penetrazione avviene soprattutto durante la fioritura e durante il periodo di vegetazione attiva. Una volta penetrato il batterio si moltiplica all’interno del vegetale e in seguito vi fuoriesce sottoforma di essudato batterico che causa le infezioni secondarie. La disseminazione può avvenire attraverso insetti impollinatori, uccelli, piogge e vento. Bisogna inoltre ricordare che la malattia, nei frutteti, è facilmente trasmissibile dagli operatori attraverso l’utilizzo di attrezzi infetti.
Bruno Damiani: Quali sono gli interventi consigliati per contrastare la malattia?
Alessandro Fiori: Il colpo di fuoco batterico non si può curare se non ricorrendo ad antibiotici il cui uso in agricoltura è vietato. Un azione preventiva può essere svolta da trattamenti con prodotti batteriosatici quali i sali di rame e dalla limitazione delle operazioni di potatura verde. Una volta che la malattia è presente, un discreto livello di controllo può essere mantenuto ricorrendo a continue operazioni di pulizia con una drastica potatura delle porzioni di pianta infette.
Bruno Damiani: Qual è la situazione in Regione?
Alessandro Fiori: Fino al 2006 la malattia era presente in regione in limitatissimi e confinati focolai e le energiche misure di contenimento adottate sembravano aver avuto successo. Nel 2007 invece sono stati rilevati numerosi nuovi casi in diversi comuni delle province di Udine e Pordenone. I focolai hanno interessato frutteti professionali e non di melo e pero, piante ornamentali (sia in giardini che in vivaio) e diverse piante spontanee. Le infezioni hanno avuto tuttavia dimensioni contenute in pianura, mentre la situazione più pesante si è dovuta registrare in area montana, a Tolmezzo e nei comuni limitrofi.
Bruno Damiani: Come si deve intervenire in presenza di piante che manifestino i sintomi della malattia?
Alessandro Fiori: Il decreto di lotta obbligatoria obbliga chiunque a segnalare immediatamente al Servizio fitosanitario regionale la presenza di casi sospetti di colpo di fuoco batterico. Verranno quindi effettuati gli opportuni accertamenti, compreso il prelievo di campioni per le analisi diagnostiche. Una volta accertata la presenza della malattia saranno quindi impartite le necessarie prescrizioni tecniche. Informazioni più dettagliate potranno essere reperite nel sito dell’ERSA (www.ersa.fvg.it) o contattando gli uffici del Servizio fitosanitario regionale.






