31/5/09 - Come fare un buon 2° raccolto di soia
Marco Buzziolo intervista Marco Signor.
Marco Buzziolo: Oggi con noi c’è il perito agrario Marco Signor del Servizio ricerca e sperimentazione dell’ERSA, che ci parlerà di soia di secondo raccolto. Ma innanzitutto come sta andando la stagione?
Marco Signor: Abbiamo avuto un autunno e un inverno molto piovosi, al punto che le semine di orzo e frumento sono state seriamente ostacolate. Ora ci siamo trovati con un mese di maggio caldissimo e secco. Davvero le condizioni climatiche hanno oscillazioni estreme e diventa difficile lavorare in agricoltura…ma possiamo stupirci di questo? L’instabilità è diventata una cosa ordinaria.
Marco Buzziolo: Perché oggi ci vuole parlare dalla coltivazione della soia?
Marco Signor: Perché la soia ha delle buone produzioni anche in successione alle colture di orzo e frumento. E’ necessario avere alcune attenzioni: è fondamentale riuscire a seminare entro pochi giorni dalla raccolta, mettendo il seme nelle condizioni di germinare rapidamente. Per ottenere questo bisogna che il terreno sia sufficientemente umido e risultano essere efficaci le semine eseguite su sodo o con la tecnica della minima lavorazione.
In genere il contenimento delle malerbe è più semplice e può essere eseguito sia in pre che in post emergenza, utilizzando le strategie più efficaci.
Sceglieremo varietà di ciclo medio precoce cioè di gruppo 0 o 1, aumentando la fittezza almeno a 50 semi al metro quadro. Le varietà più tardive, di gruppo 1+ o 2, espongono al rischio di un raccolto troppo ritardato e sono, quindi, da evitare.
Riguardo alla distanza tra le file, la plasticità della soia consente di arrivare anche a 75 centimetri, ma questo va bene per le prime semine, quelle di fine aprile e primi di maggio. Quando si semina a fine giugno è bene rimanere entro i 45 centimetri perché lo sviluppo della pianta è più contenuto.
La soia di secondo raccolto ha minori esigenze idriche e, con estati favorevoli, non serve irrigare. E’ da dirsi che se le condizioni sono avverse, con terreni ghiaiosi e senza la disponibilità irrigua, in qualche annata non si è raccolto nulla.
Con i prezzi attuali della soia (37 euro/q) e produzioni che possono oscillare tra 20 e 40 q/ha, le colture di secondo raccolto possono rappresentare un’integrazione al reddito di sicuro interesse.
Marco Buzziolo: E' vero che ci sono problemi con gli insetti?
Marco Signor: Rimanendo nell’ambito della coltivazione della soia, in alcune località è stata segnalata la presenza di larve di lepidotteri: non è il caso di allarmarsi troppo. Sarà bene visitare la coltura e verificare se ci sono evidenti rasure. Vi ricordo che, nell’ambito delle linee guida della difesa integrata, si consiglia di intervenire, in post fioritura, con insetticidi piretroidi (come Deltametrina, Cipermetrina e Lambda-cialotrina) e con volumi d’acqua di almeno 6 hl/ha, al superamento della soglia d’intervento, che consiste nel 10% di superficie fogliare asportata.
Marco Buzziolo: E la “budiese”?
Marco Signor: La Nezara viridula era presente già prima dell’arrivo della soia. E’ fastidiosa per il fatto che si introduce nelle abitazioni e per lo sgradevole odore che emana se schiacciata, ma non provoca normalmente danni economici.






