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25/7/10 - L’attività di innovazione e sperimentazione a supporto delle filiere agricole di qualità: il progetto frumento biologico

Piero Villotta intervista Gian Luca Bianchi.

Piero Villotta: Abbiamo negli studi Gian Luca Bianchi  del Servizio Fitosanitario e chimico dell’ERSA che ci parlerà di un  progetto di ricerca  per lo sviluppo di una filiera di frumento biologico di qualità. 

Gian Luca Bianchi: L’ERSA è impegnata da diversi anni, sia con i suoi laboratori che con le sezioni sperimentali, in un lavoro di valorizzazione delle produzioni regionali tipiche e di qualità. Grazie ad un finanziamento erogato dalla Direzione regionale delle risorse agricole, naturali e forestali ai sensi della Legge Regionale sull’innovazione tecnologica, è stata avviata ed è in fase di conclusione, un importante attività di ricerca sulle varietà di forza di frumento tenero, svolta congiuntamente dall’ERSA, dal Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università degli Studi di Udine e dall’Associazione Produttori Biologici del Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo di questa iniziativa è l’innovazione finalizzata al progresso tecnologico e dei processi produttivi di una filiera produttiva regionale di importanza fondamentale per tutti i consumatori qual è quella del frumento e del pane. Una filiera finalizzata alla riduzione dell’impatto ambientale ed alla valorizzazione delle produzioni locali, quindi a Km zero, per usare un’espressione abbastanza comune di questi tempi.

L’interesse primario della ricerca è soprattutto il trasferimento della conoscenza e delle esperienze acquisite a tutti i soggetti della filiera produttiva , ma soprattutto al consumatore finale.

In questo caso il progresso tecnologico comporta la creazione di un valore aggiunto che significa un maggior benessere per i produttori agricoli e maggiori garanzie per il consumatore. 

Piero Villotta: In che cosa consiste questo progetto? 

Gian Luca Bianchi: L’obiettivo generale del progetto è lo sviluppo di una filiera per un frumento biologico di qualità.

A tal fine sono state effettuate, con la collaborazione di APROBIO e di ERSAGRICOLA S.p.A., le prove agronomiche per valutare le varietà e le tecniche colturali più idonee alla coltivazione biologica nei nostri ambienti. Parallelamente, sulle produzioni ottenute nel corso dell’attività sperimentale, sono stati verificati, a cura del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università degli Studi di Udine, tutti i parametri e gli indici utili a valutare la qualità delle farine. Le produzioni ottenute sono state anche analizzate dai laboratori del Servizio fitosanitario e chimico per la caratterizzazione varietale, per la diagnosi dei funghi fitopatogeni e per la valutazione del tenore di micotossine.

A livello di trasformazione sono state sperimentate, con la collaborazione di alcuni mulini e di panificatori regionali, anche soluzioni tecniche innovative per adeguare il processo produttivo del pane alle caratteristiche della materia prima disponibile. 

Piero Villotta: Quali sono stati i riscontri del vs. lavoro e quali sono le prospettive di mercato di queste produzioni? 

Gian Luca Bianchi: Nel primo anno le produzioni sono state buone sia dal punto di vista quantitativo sia da quello qualitativo. Nel secondo anno la qualità della farina ha risentito negativamente di un andamento climatico sfavorevole. E’ tuttavia opportuno prendere atto che anche produzioni biologiche qualitativamente inferiori possono trovare una buona collocazione sul mercato con un valore aggiunto superiore a quello delle coltivazioni tradizionali.

A conclusione delle due annate di prove, sono quindi emerse alcune varietà ritenute più adatte per la coltivazione biologica nel nostro ambiente e, considerando i risultati ottenuti, possiamo affermare che ci siano tutti i presupposti per lo sviluppo di una filiera produttiva regionale di frumento biologico di forza.

A conclusione del progetto, Mercoledi 28 luglio l’ERSA organizza a Villa Chiozza di Cervignano, a partire dalle ore 10.00, il convegno finale con la presentazione dei risultati delle prove agronomiche, tecnologiche ed analitiche. La giornata si concluderà con la degustazione di pane biologico abbinato a prodotti tipici regionali.

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