22/11/09 - L’attività di controllo fitosanitario a supporto del comparto agricolo
Armando Mucchino intervista Gian Luca Bianchi.
Armando Mucchino: Abbiamo negli studi Gian Luca Bianchi dell’ERSA che ci parlerà della sicurezza alimentare rispetto alla problematica della contaminazione da OGM nel mais e nella soya.
Gian Luca Bianchi: L’ERSA è fortemente impegnata da molti anni, sia con i suoi laboratori che con le sezioni sperimentali, in un lavoro di monitoraggio degli OGM nelle produzioni regionali di mais e soya.
Fin dal 2000, l’Agenzia ha svolto, in collaborazione con le principali associazioni di categoria regionali, un importante lavoro di verifica della qualità sia delle sementi che delle relative produzioni, al fine di verificare la realtà esistente e prevenire la diffusione degli OGM nell’ambiente.
Dal 2006, con l’inserimento del Servizio Fitosanitario Regionale nell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, ha avuto inizio anche il controllo ufficiale delle sementi importate in Italia attraverso i valichi di frontiera di Gorizia e Trieste
Armando Mucchino: In che cosa consiste questa attività e quali risultati sono stati ottenuti?
Gian Luca Bianchi: Dopo i casi di contaminazione accidentale riscontrati nel 2003 che avevano creato non pochi problemi al comparto agricolo, Il Ministero dell’agricoltura è intervenuto a livello legislativo per cercare di porre rimedio alla problematica degli OGM.
Con l’adozione del Decreto del 27 novembre 2003 è stato imposto l’obbligo per le ditte sementiere di certificare a livello analitico tutti i lotti di semente distribuiti sul mercato italiano introducendo anche un concetto di soglia analitica di tolleranza pari allo 0,05%.
Nell’ambito di questa contesto è stata anche avviata un’importante attività di sorveglianza rinforzata con il coinvolgimento dei Servizi Fitosanitari Regionali per il campionamento e per l’eventuale analisi di controllo delle sementi ad integrazione dei controlli ordinari svolti a campione dall’Ente Nazionale Sementi Elette.
Dal 2006, in regione Friuli Venezia Giulia, con un notevole sforzo organizzativo ed analitico, tutti i lotti di seme di mais e soja importati in Italia, sono stati sottoposti a controllo dai laboratori del Servizio Fitosanitario dell’ERSA.
Complessivamente sono stati analizzati 498 lotti di semente e solamente 7 di questi sono risultati positivi con percentuali variabili dallo 0,1 allo 0,2%.
Complessivamente il 98,6 % dei lotti è risultato esente da OGM o con contaminazioni inferiori alla soglia tecnica dello 0,05%, a testimonianza dell’importante lavoro svolto anche dalle ditte sementiere per migliorare la qualità delle sementi impiegate in Italia.
Armando Mucchino: Sulla base di questa nuova realtà, quali sono le prospettive di azione nel prossimo futuro?
Gian Luca Bianchi: A distanza di 5 anni dall’adozione delle nuove normative, sulla base dei riscontri analitici, è ragionevole affermare che non esiste più un reale rischio di contaminazione nel materiale di propagazione di mais e soja e che, di fatto, tutte le nostre produzioni sono esenti da OGM.
Probabilmente il problema si porrà nel momento in cui saranno definite a livello di conferenza Stato-Regioni le norme sulla coesistenza tra colture tradizionali e transgeniche per consentire anche a queste ultime la coltivazione nel territorio nazionale.
Se e quando questo sarà possibile, il Servizio Fitosanitario dell’ERSA dovrà necessariamente svolgere anche l’attività di controllo in campo per la verifica delle eventuali contaminazioni a danno delle colture tradizionali.






