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Processionaria del pino

Scheda a cura di: Giancarlo Stasi
E-mail: giancarlo.stasi@ersa.fvg.it

Nome comune: Processionaria del pino
Nome scientifico: Traumatocampa pityocampa
Nome inglese: Pine procession moth
Tassonomia: Lepidoptera, Notodontidae


Descrizione:

L’insetto Traumatocampa (=Thaumetopoea) pityocampa è un lepidottero defogliatore che vive a spese di diverse specie di pino (in Friuli Venezia Giulia soprattutto pino nero e pino silvestre), ma che può talora risultare dannoso anche ad altre conifere, quali alcune specie di cedro. Di rado le infestazioni pregiudicano la sopravvivenza della pianta ospite, nonostante gli alberi defogliati a seguito degli attacchi risultino indeboliti e più sensibili all’attacco di altri insetti parassiti, quali i coleotteri scolitidi.

L’insetto compie una generazione all’anno. Gli adulti sono farfalle di abitudini crepuscolari, di colore grigio, con corpo tozzo e peloso e con un’apertura alare di 30-40 mm. Gli stessi compaiono tra la fine di giugno e i primi di settembre, con picchi di sfarfallamento in luglio.

La femmina fecondata depone un numero variabile di uova (in media tra 100 e 200) in manicotti intorno a una coppia di aghi. La schiusa avviene dopo circa un mese e, nelle condizioni di pianura, le prime larve si riscontrano in genere verso la fine di agosto, quando si possono osservare i primi danni a carico degli aghi. Le larve attraversano cinque stadi di sviluppo e fino al terzo stadio sono sprovviste di peli urticanti. Con l’avanzare dell’autunno le larve costruiscono i primi nidi di aspetto lanuginoso in prossimità delle ovature, ai quali segue la formazione di un vistoso nido sericeo in corrispondenza dell’inizio dell’inverno, dove avviene lo svernamento. Tra la fine di febbraio e gli inizi di aprile, al variare delle condizioni climatiche, le larve mature abbandonano i bozzoli e in fila indiana (“processione”) si interrano nel terreno dove si incrisalidano e da dove sfarfalleranno gli adulti della nuova generazione. Da recenti studi è emerso che il periodo di diapausa come crisalide può prolungarsi anche per più anni.

 

 


Descrizione dei sintomi:

Dalla terza età le larve della processionaria del pino sono provviste di peli urticanti che possono facilmente disperdersi anche nell’aria. A seguito del contatto con le larve o con i peli dispersi nell’ambiente possono manifestarsi reazioni epidermiche e reazioni allergiche, soprattutto a spese di soggetti particolarmente sensibili. Nel caso di inalazione attraverso le vie respiratorie possono inoltre comparire reazioni infiammatorie locali, talora anche consistenti.

Va comunque precisato che i maggiori problemi si registrano nel momento in cui avviene la migrazione delle larve mature dalla chioma degli alberi verso il terreno, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, ovvero quando si osservano le “processioni” sui tronchi, alla base delle piante e negli ambienti circostanti nei momenti che precedono l’incrisalidamento al suolo.


Indicazioni per la lotta:

Strumenti normativi

La lotta alla processionaria del pino risulta obbligatoria in tutto il territorio nazionale ai sensi del D.M. 30 ottobre 2007.

Tale Decreto attribuisce al Servizio fitosanitario dell’ERSA, quale organo competente in materia fitosanitaria nel Friuli venezia Giulia, la definizione delle aree in cui la presenza dell’insetto dovesse minacciare la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo, intendendo con questa definizione un’area di congrua superficie in cui le dinamiche vitali sono autonome e non forzatamente soggette all’intervento umano. Con il nuovo decreto viene disgiunto l'aspetto fitosanitario da quello invece legato alla prevenzione dei rischi sanitari per la salute delle persone o degli animali.
In ottemperanza alle disposizioni introdotte, il Servizio fitosanitario, chimico-agrario, analisi e certificazione (oggi Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica) con il proprio Decreto n. 172/SC del 22 luglio 2008 ha stabilito che nel territorio regionale non sussistono aree in cui la presenza della processionaria del pino minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo, condizione per l'applicazione di misure di lotta obbligatoria all'insetto.
Il Servizio stabilirà le modalità di eventuali interventi di profilassi disposti dall'Autorità sanitaria  per prevenire rischi per la salute delle persone o degli animali. Gli interventi di profilassi prettamente sanitaria non rientrano invece nelle competenze del Servizio fitosanitario, la cui attività si limita ad indicare all’autorità sanitaria competente le modalità di intervento per il controllo del parassita.

   

Modalità d'intervento

Per una efficace lotta si può intervenire in epoche diverse impiegando le strategie di lotta più efficaci per i diversi stadi di sviluppo del parassita.

Tra la fine dell’autunno e l’inverno, indicativamente fra dicembre e i primi di febbraio, si può intervenire con la rimozione meccanica dei nidi larvali e la loro bruciatura, operando con la massima cautela per evitare il contatto con i peli urticanti delle larve.

Nel periodo primaverile, indicativamente tra la fine di febbraio e i primi di aprile, la lotta meccanica contro le larve è possibile mediante l’applicazione di trappole ad intercettazione da tronco che fanno finire le larve in un contenitore evitando quindi che raggiungano il terreno.

In estate, indicativamente verso la metà di giugno, è possibile interferire nella riproduzione della specie mediante l’esposizione di trappole (a sud-ovest degli alberi da tutelare) per catture massali, che risultano selettive nei confronti dei maschi, riducendone la densità della popolazione. 

A fine estate, indicativamente dopo la prima decade di settembre, si può intervenire con interventi bioinsetticidi a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki (dosi di 100-150 g di prodotto diluiti in 100 l di acqua risultano particolarmente efficaci contro le larve di prima e seconda età) o mediante la distribuzione di insetticidi di limitato impatto ambientale, quali i regolatori di crescita (IGR) (es. prodotti a base di Diflubenzuron). Va precisato che Bacillus thuringiensis è innocuo sia per i vertebrati in genere, sia nei riguardi di molti insetti utili e il suo utilizzo è pertanto consigliabile per eventuali applicazioni anche in ambito urbano.


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