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Ifantria americana

Scheda a cura di: Iris Bernardinelli
E-mail: iris.bernardinelli@ersa.fvg.it

Nome comune: Ifantria americana
Nome scientifico: Hyphantria cunea, Drury
Tassonomia: Ordine: Lepidoptera, Famiglia: Arctiidae


Descrizione:

L’Ifantria è una specie di origine americana presente in Italia a partire dalla seconda metà degli anni ’70.
È un lepidottero defogliatore polifago i cui bruchi vivono prevalentemente a spese di diverse latifoglie arboree ed arbustive tra le quali predilige: gelso, aceri, salice.
I danni causati da questa specie avvengono in genere a carico di filari e di alberature stradali e solitamente non pregiudicano la sopravvivenza delle piante neppure nei casi di defogliazione totale.

Il ciclo biologico

Questa specie compie due generazioni all’anno e sverna come crisalide. Gli adulti sono delle falene di colore bianco che compaiono nel mese di maggio e dopo l’accoppiamento depongono le uova.
Dopo 2-3 settimane le uova schiudono e le piccole larve neonate conducono vita gregaria in nidi sericei alimentandosi delle foglie. Crescendo le larve si disperdono sulla vegetazione divorando ampie porzioni di foglie scheletrizzandole. All’inizio di luglio compaiono nuovi adulti che danno origine alla seconda generazione che in genere è molto più numerosa e quindi in grado di produrre danni molto più evidenti.
Le larve della seconda generazione si sviluppano tra agosto e settembre, poi finito di alimentarsi i bruchi si allontanano dalle piante alla ricerca di un posto protetto in cui incrisalidarsi per trascorrere l’inverno; in questa fase possono quindi invadere numerosi anche gli edifici più prossimi alle piante infestate.

Danni

La dannosità di questo insetto è riconducibile esclusivamente alla sua voracità che può provocare defogliazioni pressoché totali alle piante attaccate, anche se in genere non ne pregiudica la vitalità.
I bruchi per il loro aspetto repulsivo possono arrecare fastidi non trascurabili anche agli abitanti delle zone infestate quando finita la fase di alimentazione, nella ricerca di un luogo riparato dove trascorrere i rigori invernali, possono trasferirsi all’interno di abitazioni ed altri edifici. Anche se provvisti di appariscenti setole i bruchi non sono urticanti.

Difesa

Per una gestione efficace è importante intervenire quando le larve sono ancora giovani e nella loro fase gregaria facilmente riconoscibile dalla presenza di nidi sericei sulle piante attaccate.
In questa fase, che solitamente si verifica tra fine maggio e inizio giugno per la prima generazione e nella prima metà di agosto per la seconda generazione, si può intervenire con prodotti a base di Bacillus thuringensis (dose di 100-300 g/hl da distribuire bagnando accuratamente la chioma delle piante infestate con circa 10-15 litri di sospensione per pianta) oppure mediante l’asportazione e la bruciatura dei nidi.
In caso di infestazioni a carico della seconda generazione rilevate tardivamente (fine agosto - quando la defogliazione è ormai avvenuta) si può intervenire esclusivamente mediante lotta chimica utilizzando localmente prodotti a base di piretrine naturali o piretroidi di sintesi alcuni dei quali possono essere applicati anche in prossimità degli ambienti domestici nei quali le larve potrebbero cercare rifugio per trascorrere l’inverno.

 




  • Adulto e uova
  • Larve su gelso
  • Nido larvale su noce
  • Larve
  • larve
  • Filare di gelsi defogliato
  • Noce defogliato e danni su mais
  • larva

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