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Le rotazioni nell’orto 1/2

a cura di Costantino Cattivello

Siamo ai nastri di partenza con le semine e trapianti 2012 nell’orto. Perciò penso sia utile parlare brevemente delle modalità con cui si possono far succedere gli ortaggi nel corso dell’anno o di più anni.

La rotazione ha molti scopi ma i due più importanti sono certamente il mantenimento di una certa fertilità del suolo ed una gestione dei problemi parassitari più facile.

La programmazione delle colture deve tener conto della durata dei cicli colturali che sono brevissimi ( tra 20 e 60 giorni) nel caso ad esempio delle erbette, del cicorino, del lattughino, e della rucola; medi (tra 50 e 90 gg) per lattuga da cespo, pisello, cappuccio e cavolfiore precoce; lunghi (tra 90 e 150gg) per pomodoro, peperone, melanzana, cetriolo, zucchino, melone, anguria, sedano da costa, cipolla precoce, rapa; molto lunghi (da 140 a 270 giorni) per cipolle tardive, porri e sedani rapa e pluriennali per l’asparago.

Come vedete le possibilità di successione sono condizionate dal ciclo colturale ma non solo.

E’ importante tener presente quanto simili sono le piante che si succedono sullo stesso terreno. In linea generale quanto più simili dal punto di vista botanico sono le piante tanto più è probabile che abbiano in comune molti parassiti e che sfruttino il terreno alla stessa maniera.

La cosa importante è tener presente che non è il caso di far seguire sullo stesso appezzamento nel corso dei mesi, o da un anno all’altro, piante simili ad esempio pomodoro, peperone e melanzana non dovrebbero tornare sullo stesso terreno prima di 2-3 anni; stesso discorso per anguria, melone, cetriolo e zucchino; attenzione anche a non far seguire sullo stesso appezzamento cipolla, asparago, porro od aglio pena in tempi più o meno lunghi problemi parassitari gravi.

Anche per la grande famiglia dei cavoli il discorso è simile. A questo proposito va detto che queste piante impoveriscono il terreno e pertanto la coltura che segue va ben concimata.

Un discorso opposto va invece fatto per le leguminose come ad esempio il pisello, il fagiolo e il fagiolino. In questo caso queste piante lasciano il terreno per così dire più ricco di come lo hanno trovato grazie al fatto che sono in grado di fissare l’azoto. Pertanto le colture che seguono le leguminose necessitano di una concimazione molto più leggera soprattutto per quanto concerne l’azoto.