I concimi 1/2
a cura di Costantino Cattivello
Le volte scorse abbiamo parlato del compost e di come questo può essere preparato, oggi parliamo di altri concimi organici ed in particolare del letame.
Il letame a buon diritto è considerato “il re dei concimi” in quanto una volta apportato al terreno non si limita a fornire gli elementi nutritivi utili alla pianta ed ai microorganismi presenti nel terreno ma migliora, nel contempo, la struttura del terreno stesso rendendolo più soffice ed arieggiato con grande beneficio non solo per le radici delle piante ma anche per i lavori di campagna. Si suol dire infatti che un terreno ben letamato è meno tenace.
I letami più interessanti sono quello di vacca e di cavallo. E’ bene non impiegare prodotti eccessivamente freschi; l’ideale è usare letami di 6 mesi o più; meglio se con un certo contenuto in paglia. Il momento ideale per la distribuzione è nel corso del riposo vegetativo.
Ed ora qualche indicazione riguardo le quantità: 4-5 quintali per 100 m2 sono gli apporti minimi per vedere tangibilmente i benefici effetti di cui vi ho parlato. Per quanto concerne la frequenza delle letamazioni l’ideale è distribuirle annualmente o almeno ogni 2 anni.
Infine un’avvertenza, non buttate sulla letamaia piante ammalate. Rischierete di riportare i residui infetti sul terreno, assieme al letame, contribuendo così a diffondere eventuali parassiti.
A questo punto è necessaria una precisazione. In commercio sono disponibili diversi prodotti organici come ad esempio stallatico e pollina in forma pellettata. Questi prodotti si impiegano in quantitativi compresi fra 20 e 30 kg ogni 100 m2. A queste dosi i prodotti pellettati svolgono solo una funzione concimante infatti i ridotti apporti in sostanza organica non possono certo aumentare in maniera apprezzabile la sofficità del suolo come avviene per il letame.






