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27/3/2011 - Le semine di marzo: peperone e melanzana

a cura di Costantino Cattivello (ERSA)

Si tratta di piante imparentate con il pomodoro, di cui abbiamo parlato la volta scorsa.

Anche se necessitano di temperature più alte rispetto al pomodoro, si possono già effettuare le prime semine.

Prendiamo in esame dapprima il peperone. Impiegando le stesse modalità di semina descritte per il pomodoro, dalla semina all’ ottenimento della pianta pronta per il trapianto servono mediamente 50-60 giorni.

Le varietà coltivate sono tante, diverse per forma e piccantezza.

Fra i tipi dolci ricordo le varietà a frutto quadrato, con polpa spessa e molto adatte per ripieni; i cosiddetti mezzi lunghi, più adatti per insalate; i corni di toro, con polpa poco spessa, adatti per insalate e particolarmente digeribili, mentre per chi vuole un peperone per certi versi fuori dai luoghi comuni, dalla polpa di spessore eccezionale e molto dolce consiglio la varietà Topepo. Se pensate a sottoaceti orientatevi sulla varietà Sigaretta, con frutti verdi a forma di piccolo corno ed infine se cercate tipi da frittura orientatevi sul friariello molto usato in diverse preparazioni gastronomiche campane.

Fra i tipi piccanti ricordo il Red cherry che, come dice il nome, ha le dimensioni di una grossa ciliegia, ha una piccantezza media e  si presta per preparazioni sottolio. Il Cajenna, dalla forma di un piccolo corno e di piccantezza medio-elevata e infine per chi vuole il massimo in fatto di piccantezza consiglio di provare Habanero.

Ed ora due parole sulla melanzana.

Anch’essa come il peperone necessita di più cure del pomodoro nelle prime fasi ed è pronta per la messa a dimora non prima di 50 giorni dalla semina.

Anche in questo caso si hanno più tipi anche se non c’è la varietà che si ha nel peperone.

I tipi lunghi hanno perso parte del gradimento che avevano un tempo forse a causa di una produttività non elevata ed una minore versatilità in cucina. Le ovali dominano il mercato e tra queste la tipologia violetta di Firenze negli ultimi anni ha riscosso molto favore da parte del mercato grazie alla polpa soda, con pochi semi e la scarsa tendenza all’imbrunimento una volta tagliata. Tra le curiosità consiglierei di provare un tipo ad epidermide bianca come la cultivar Clara o la Easter Egg; la polpa, per consistenza e sapore, ricorda quella dei comuni champignons.

Infine un consiglio per evitare la raccolta di frutti troppo maturi che presentano molti semi ed una polpa amarognola. La raccolta va effettuata prima che l’epidermide del frutto perda la naturale lucentezza per divenire opaca.