Azioni sul documento

24/4/2011 - Lattughe

a cura di Costantino Cattivello (ERSA)

 

Nel corso dei mesi invernali vi ho parlato a lungo dei radicchi.

Con l’arrivo della primavera e dell’estate negli orti i radicchi lasciano il posto alle lattughe.

Le lattughe sono una grande famiglia con tanti rappresentanti diversi per forma, ciclo, ed utilizzo.

 

Parliamo innanzitutto dei tipi da taglio.

Le più apprezzate sono la bionda a foglia liscia o la rossa a foglia di quercia grazie alla loro dolcezza e croccantezza. Si raccolgono 3-4 settimane dopo la semina e si possono effettuare più tagli.

 

E veniamo ai tipi da cespo.

I tipi più coltivati sono le cosiddette cappuccine o Trocadero.

Presentano un cespo più o meno chiuso che può raggiungere un peso di mezzo chilo. Si possono seminare o trapiantare nel corso della primavera, estate ed inizio autunno ma bisogna far attenzione in estate ad impiegare varietà apposite che resistono alla salita a seme.

Vi sono poi le cosiddette lattughe Iceberg o Brasiliane. Si tratta di lattughe con cespo chiuso, croccante ed acquoso, particolarmente adatte a coltivazioni da piena estate in quanto resistono bene alla salita a seme.

Infine ci sono le lattughe batavie che presentano un cespo poco serrato e di grandi dimensioni. Hanno un fogliame verde o rosso e si possono coltivare dalla primavera all’autunno perché resistono bene alla salita a seme.

 

Ed ora alcune note colturali.

Le lattughe non necessitano di grandi concimazioni tanto che spesso sfruttano quanto somministrato alle colture che le hanno precedute. Le piantine si seminano in vasetti di plastica impiegando terricci universali e si mettono a dimora dopo circa un mese, quando la piantina ha formato un buon apparato radicale e 5-6 foglie.  Le piante si mettono a dimora ad una distanza di 25-30 cm tra le file ed altrettanti sulla fila.