22/5/2011 - Il fagiolino
a cura di Costantino Cattivello (ERSA)
Le tegoline o fagiolini non sono una specie diversa dai fagioli comuni, come si potrebbe pensare, anche se sotto questo nome vi sono compresi una gran varietà di tipi.
La tecnica colturale è analoga al fagiolo e pertanto le concimazioni possono essere limitate ad un leggero apporto di concimi fosfo-potassici in quanto per l’azoto, diciamo che provvede da se grazie al concorso di particolari batteri presenti nel terreno.
Come nel fagiolo, ci sono varietà rampicanti e nane. Le varietà rampicanti si seminano in file distanti 1-1,5 m mentre sulla fila ogni 6-8 cm impiegando circa 1 kg ogni 100 m2. Le varietà nane invece si seminano in file distanti 45 cm e 3-4 cm sulla fila, impiegando circa 1,5 kg ogni 100 m2.
Tra le varietà rampicanti a baccello piatto di colore verde sono molto apprezzate le cultivar Marconi, Kwintus ed Helda. La varietà Meraviglia di Venezia presenta invece un baccello piatto ma giallo chiaro. Nei nostri ambienti montani questa varietà presenta buone caratteristiche organolettiche ma una certa sensibilità alle malattie fungine. Sempre rampicanti ma con baccello cilindrico ricordiamo la Bobis a seme nero e la Anellino.
Le varietà nane, sono meno produttive delle precedenti ma più precoci, potendo essere raccolte a 50-60 giorni dalla semina. Le cultivar più diffuse hanno un baccello cilindrico verde; tra queste le più apprezzate a livello amatoriale sono Latemar, Nerina, Slenderette, Xera ecc. Tra le nane a baccello cilindrico ricordo la Goldrush che alle buone caratteristiche organolettiche unisce una buona resistenza alle avversità.






