19/6/2011 - La zucca
a cura di Costantino Cattivello
Oggi parliamo della sorella maggiore dello zucchino, ovvero la zucca.
Certo, rispetto allo zucchino in cucina è relegata ad un ruolo più marginale ma rispetto a quest’ultimo ha una varietà di impieghi ben più ampia che va al di là del mero impiego culinario.
Partiamo con i tipi da impiego culinario. Vi sono molteplici varietà diverse per forma, peso, colore della polpa, qualità e conservabilità. Se puntate su varietà di buona qualità, peso contenuto e ben conservabili, consiglio le cultivar Butternut, Delica o Tectuzabuko se invece volete provare un tipo da insalata molto diffusa nel meridione consiglio di orientarsi sulla zucca serpente o su altre zucche lagenarie. Chi invece preferisce la classica zucca per peso, forma del frutto e colore della polpa ricerchi la zucca moscata di Provenza, raggiunge i 10 kg e fa bella mostra di se per molti mesi dopo la raccolta.
Come dicevo precedentemente la zucca è molto impiegata anche al di fuori del contesto alimentare.
Per chi punta ai pesi massimi due varietà da competizione su cui orientarsi sono la Big Moon e la Atlantic Giant che superano agevolmente i 100 kg, mentre per coltivare le classiche zucche di Halloween è bene orientarsi sulla Jack’O lantern.
Infine vi è una gran varietà di zucchette ornamentali del peso di qualche etto, facili da coltivare, dalle forme e colori più vari. Per le distanze di impianto va tenuto presente che si tratta di piante molto vigorose. Sulla fila la distanza tra le piante deve essere di 1-1,5 m e tra le file di 3 metri. Per le cure colturali vale quanto detto per anguria e melone tenendo presente che in genere non si cima.






