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16/1/2011 - Lidric cul Pòc

a cura di Costantino Cattivello (ERSA)

Oggi parliamo di lidric cul pòc, conosciuto anche con l’appellativo di Radrìc di cjamp.

Si tratta di un’orticola ben conosciuta in regione ed apprezzata dai consumatori locali, con caratteristiche che lo distinguono sia dai tipi veneti, che dalla Rosa di Gorizia, di cui ho parlato la volta scorsa.

La coltivazione è diffusa in tutta la pianura friulana, soprattutto nella media ed alta pianura.

Il Lidric cul pòc presenta un grumolo di piccole dimensioni e di peso variabile da 30 a 100 g, formato da poche foglie in genere di colore verde chiaro e completo di una parte del fittone radicale, il pòc appunto.

La presenza del fittone è importante non tanto per un fatto estetico, quanto perché assicura una durata superiore al prodotto.

Si produce a partire dal radicchio mantovano, dalla cicoria zuccherina di Trieste o dalla cicoria a grumolo.

L’impiego del radicchio mantovano permette di  aumentare la produzione ed allungare la stagione di raccolta che inizia a fine novembre e termina ad inizio marzo.

Tuttavia, se si vuole ottenere un prodotto di elevata qualità, bisogna utilizzare le altre varietà menzionate. In questo caso la produzione è ridotta, il peso del grumolo è inferiore così come la stagione di raccolta, che inizia circa un mese dopo, ma il prodotto che si raccoglie è il vero Lidrìc cul Pòc. Infatti, la croccantezza e la dolcezza che lo contraddistinguono, lo fanno preferire dai consumatori più accorti.

Si semina dopo orzo o frumento a fine giugno inizio luglio in file distanti 50 cm, mentre sulla fila i semi vengono posti ogni 3-4 cm. Non necessita di grandi concimazioni, sfruttando la fertilità residua della coltura precedente. Nel corso del mese di settembre si procede ad un taglio del fogliame, facendo attenzione a non danneggiare l’apice vegetativo, a fine di stimolare un buon accestimento e la formazione di un grumolo di buona qualità.

Le raccolte iniziano dopo che si sono registrati diversi giorni con temperature minime al di sotto di 0° C, le basse temperature concorrono infatti a ridurre il gusto amaro.

Questo radicchio, una volta raccolto e toelettato, non necessita di alcun processo di forzatura o imbianchimento, come si fa invece per il Radicchio Rosa di Gorizia o Treviso tardivo.

Viene preparato in cassette di 4-5 kg, nelle quali può essere mescolato con un 20-30% di tipi rossi.

Si tratta di varianti della cicoria da grumolo verde che presentano le stesse prerogative e si differenziano solo per il colore del fogliame.

Il prezzo è legato all’andamento climatico ed alla rigidità del clima, non raggiunge le punte del Radicchio Rosa di Gorizia o Canarino, ma in genere non è molto dissimile da quanto spunta localmente il radicchio di Treviso tardivo.