Materiali e sistemi di protezione delle piante
a cura di Costantino Cattivello - ERSA
L’abbassamento delle temperature di questi giorni mi da lo spunto per parlare dei sistemi di protezione delle piante.
I metodi più vecchi e per così dire naturali facevano ricorso agli stocchi di mais ed alla paglia. Anche al giorno d’oggi non è così raro osservare l’uso di paglia o stocchi per proteggere cardi e carciofi.
I film plastici tuttavia hanno rimpiazzato gli antichi metodi. Va detto però che c’è plastica e plastica. In ogni caso l’effetto serra è tanto migliore quanto più spesso è il foglio plastico. Un buon compromesso fra costo ed efficacia si ha con spessori di 16 o 20 centesimi di millimetro.
Fra i materiali plastici di facile reperibilità da parte dell’hobbista il prodotto più diffuso è il Polietilene. Migliori effetti termici si possono avere con l’EVA o addirittura con il PVC. Va detto che, mentre il polietilene ha la migliore resistenza meccanica ed il minor costo, il PVC ha una consistenza gommosa che può creare qualche problema se non viene steso bene sulle strutture; inoltre il suo costo è elevato. L’EVA ha caratteristiche intermedie fra i due sia in termini di effetto termico che di resistenza meccanica. Sul mercato sono presenti anche dei materiali a doppio strato (PE+EVA) così da unire i vantaggi di entrambi i materiali. Per chi intende coprire delle piccole serre consiglio di orientarsi sui tipi antigoccia che limitano fortemente lo stillicidio interno che, oltre ad essere fastidioso per chi ci lavora, provoca facilmente dei marciumi.
Il cosiddetto tessuto non tessuto, o agrovelo, è un materiale con caratteristiche termiche inferiori rispetto ai precedenti, tanto che può proteggere le piante per abbassamenti di temperatura molto limitati e non oltre -1°C; tuttavia ha il vantaggio di permettere una leggera circolazione d’aria tale da ridurre il tasso di umidità rispetto ai tipi precedenti.






