31/10/10 - L’imbianchimento di radicchi ed indivie (prima parte)
a cura di Costantino Cattivello - ERSA
E’ una tecnica che, sottraendo luce alla pianta, la costringe a formare nuove foglie con le sostanze di riserva presenti nella radice. Ne deriva un prodotto più tenero ed appetibile.
Il sistema più semplice consiste nel chiudere e legare le foglie del cespo di ciascuna pianta, direttamente in campo, con un elastico o uno spago. Va tenuto presente che la legatura va fatta con foglie asciutte in modo da evitare che l’umidità possa dare origine a marciumi. E’ una pratica comune per l’indivia ed il radicchio precoce di Treviso. Lo spago o elastico va lasciato per un periodo variabile fra 10 e 20 giorni a seconda della temperatura: meno con temperature alte, di più con temperature basse.
L’imbianchimento del radicchio di Treviso tardivo, del radicchio di Verona e della cicoria Witloof invece prevede due fasi: la prima di preparazione del radicchio e la seconda di imbianchimento vero e proprio.
Si procede innanzitutto alla raccolta delle piante di radicchio che si intendono portare sotto tunnel per ripararle dal freddo in attesa dell’imbianchimento. All’interno del tunnel si scava un solco largo 50-60 cm e profondo 20 cm dove si porranno le piante tolte dal campo. La raccolta si effettua con una vanga avendo l’accortezza di lasciare della terra attorno alle radici. Le piante raccolte si sistemano le une accanto alle altre previa eliminazione delle foglie deteriorate ed ammuffite. A questo punto si addosserà del terreno sulle due file esterne in modo tale da ricoprire bene la radice. Al fine di evitare lo sviluppo di muffe è bene permettere una costante circolazione d’aria lasciando delle aperture perlomeno nel corso del giorno.
La prossima domenica vi parlerò di come si effettua l’imbianchimento vero e proprio nel radicchio di Treviso.






