7/3/10 - Per un mais di qualità
Sergio Liani intervista Giorgio Barbiani.
Sergio Liani : Abbiamo oggi qui con noi Giorgio Barbiani dell’ ERSA che ci parlerà di mais. Nell’avvicinarsi al momento delle semine di questa coltura gli chiediamo quali sono le azioni più importanti da perseguire in questa fase per ottenere produzioni di qualità?
Giorgio Barbiani: Il primo importante passo è la preparazione del terreno eliminando con la trinciatura e l’aratura i residui della coltura precedente, essendo questi un ottimo substrato per la conservazione dei funghi patogeni che generano le micotossine. Inoltre il terreno deve essere ben sistemato e livellato per evitare ristagni che stresserebbero la coltura. Anche l’epoca di semina è importante: negli ultimi anni si va diffondendo la pratica della semina anticipata, che è in funzione delle condizioni meteo e della possibilità di preparare in tempo i terreni. Tenendo presente che la temperatura minima del terreno per la germinazione del seme è intorno agli 8-10 gradi, si consiglia - nelle zone con terreni sciolti e caldi - di effettuare le semine a partire da metà marzo. Invece, nelle zone con terreni pesanti e freddi, la data di semina và ritardata, comunque non oltre la metà di aprile. Infine si ricorda che le semine ritardate espongono la coltura a forti attacchi di piralide e di conseguenza ad un’aumento della presenza di micotossine.
Sergio Liani: Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle semine anticipate?
Giorgio Barbiani: Innanzitutto, con la semina anticipata il mais si viene a trovare nel periodo critico della fioritura con maggiori disponibilità di acqua. La semina anticipata genera uno sfasamento tra il ciclo della coltura e quello della piralide, diminuendone gli attacchi. Nella seconda decade di maggio, in genere, si verifica la schiusura delle uova di diabrotica con conseguente presenza di larve nel terreno; un mais seminato anticipatamente presenta in questo periodo un apparato radicale ben sviluppato e più resistente agli attacchi del parassita..Altro vantaggio riguarda l’anticipo delle raccolte che permette di avere granella di buona qualità e inoltre di avvantaggiarsi nelle lavorazioni del terreno per le colture successive.
Come svantaggio rimane la possibilità che, in certe annate, si verifichino piogge persistenti e ritorni di freddo dopo la semina, provocando difficoltà nelle nascite con conseguenti risemine.
Sergio Liani: Quali altre scelte incidono sul prodotto finale e sulla sua qualità?
Giorgio Barbiani: La scelta dell’ibrido è un’altra fase importante per il buon esito della coltura; per produrre un mais da granella di buona qualità si deve puntare su ibridi di classi 3-400 in zone con assenza di irrigazione o con bassi apporti irrigui e su ibridi di classe 5-600 per le zone irrigue Gli ibridi in questione dovranno avere una struttura della granella tendenzialmente semivitrea; questa qualità offre una resistenza meccanica sia alle rosure delle larve di piralide sia alle rotture e fessurazioni provocate in fase di raccolta dalla mietitrebbia
Per quanto riguarda l’investimento alla semina ,se troppo fitto provoca danni da stroncature ed allettamento con conseguente perdita di prodotto; inoltre aumenta la presenza di micotossine nella granella.Per le classi precoci (3-400) si consigliano investimenti di 7.5-8 p/m2, mentre per le classi tardive si consiglia un investimento di 6.5 p/m2 per avere buona qualità della granella ,in ogni caso si consiglia di non superare le 8 p/m2.
Concludendo troverete pubblicati sul presente sitosa.fvg.it) e sul notiziario ERSA tutti i dati delle prove collegiali elaborati dall’ERSA riguardanti gli ibridi.






