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18/4/10 - Il Laboratorio Misto

Piero Villotta intervista Raffaella Bendetti.

Piero Villotta: L’ERSA, nell’intenzione di assicurare all’utenza regionale strumenti adeguati per la diagnostica delle malattie delle piante, ha attivato, assieme all’Università di Udine, un’iniziativa congiunta che viene conosciuta con il nome di 'laboratorio misto'. Chiediamo a Raffaella Benedetti, che collabora da parte universitaria all’iniziativa, di che cosa si tratta.

Raffaella Benedetti: Il Laboratorio Fitopatologico è il risultato del coordinamento tra l’ERSA (Servizio fitosanitario e chimico regionale) e l’Università degli Studi di Udine (Dipartimento di Biologia e Protezione delle piante) per le attività di diagnosi delle malattie delle piante  e per supportare il Servizio dell’ERSA in alcuni compiti istituzionali quali il monitoraggio e la vigilanza sul territorio, per prevenire la diffusione di patogeni che potrebbero causare gravi danni economici all’agricoltura e non solo. 

Piero Villotta: A quale pubblico è rivolto il servizio?

Raffaella Benedetti: Il servizio è rivolto principalmente agli agricoltori, ma vi possono accedere anche comuni cittadini che dovessero riscontrare nei propri orti o giardini malattie che non riescono a diagnosticare autonomamente.  

Piero Villotta: Quali organismi nocivi può diagnosticare il vostro laboratorio? 

Raffaella Benedetti: La collaborazione tra ERSA e l’Università fa sì che la diagnostica effettuata sia sempre adeguatamente qualificata. I laboratori coinvolti sono in grado di riconoscere la massima parte degli organismi nocivi che causano danni ai vegetali.

Ultimamente ci siamo interessati di:

Batteri (come Erwinia a. che causa il colpo di fuoco batterico…);

Virus (come  PPV l’agente causale della sharka delle drupacee…);

Funghi (come il mal dell’esca della vite, le diverse peronospore ecc.);

Gli agenti dei giallumi causati Fitoplasmi (che provocano virescenza , fillodia, scopazzi,...);

Insetti.

Piero Villotta: Come procedete all’analisi dei campioni?

Raffaella Benedetti: E’ innanzitutto importante effettuare una adeguata anamnesi, raccogliendo quante più informazioni possibile sul campione consegnato (diffusione del sintomo indicato, tecniche colturali adottate, eventuali trattamenti antiparassitari effettuati ecc,)

Se gli elementi raccolti non sono sufficienti per comprendere la natura del danno e il campione presenta adeguato interesse, viene previsto un sopralluogo effettuato da ispettori fitosanitari.

La maggior parte delle volte sono necessarie analisi di laboratorio, da semplici tecniche per il riconoscimento microscopico, fino all’isolamento microbiologico dell’agente patogeno su terreni di coltura che permettono la crescita e la successiva identificazione del patogeno.

Indagini più complesse prevedono anche l’utilizzo di test biochimico-enzimatici. Gli screening vengono effettuati utilizzando anche una attrezzatura molto sofisticata, che si chiama MicroLog MicroStation. E’ una macchina che opera con grado di accuratezza molto elevato e che riconosce l’organismo nocivo sulla base di reazioni biochimiche, utiilizzando in unico passaggio ben 96 terreni selettivi diversi.

Vengono utilizzate altre tecniche più diffuse quali il Test ELISA o anche diagnosi molecolari tramite tecniche quali la Real Time PCR che crea numerose copie di una porzione di DNA dell’agente patogeno se è presente e lo identifica.

Piero Villotta: Come raggiungervi e quando ricevete i campioni?

Raffaella Benedetti: Noi siamo presso la sede ERSA di Pozzuolo del Friuli in  via Sabbatini 5.

Il nostro numero di telefono è 0432 529271 e la consegna dei campioni si può effettuare presso i nostri laboratori o presso le altre sedi del Servizio fitosanitario e chimico dell’ERSA di Gorizia, Pordenone e Trieste, dal lunedì al venerdì dalle  9.00  alle  12.00.

 

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