13/6/10 - L’attività diagnostica del Servizio fitosanitario e chimico a supporto del comparto viticolo vivastico regionale
Piero Villotta intervista Gian Luca Bianchi.
Piero Villotta: Abbiamo negli studi Gian Luca Bianchi che ci parlerà del ruolo svolto dal Servizio fitosanitario e chimico dell’ERSA nella tutela del vivaismo regionale.
Gian Luca Bianchi: Come molti agricoltori sapranno, il Servizio fitosanitario e chimico dell’ERSA è l’organismo competente sul territorio per la certificazione fitosanitaria e genetica delle colture e del materiale di propagazione vegetale. In Friuli Venezia Giulia il vivaismo viticolo è una realta affermata a livello mondiale con una produzione annuale di circa 80 milioni di barbatelle. In questo contesto si inserisce l’attività svolta dagli ispettori fitosanitari e dai tecnici di laboratorio per il controllo,tra l’altro, dei giallumi della vite causati dai fitoplasmi della Flavescenza dorata, del Legno nero e, in misura marginale, dell’Aster Yellows.
Piero Villotta: Quali sono le problematiche causate da questi patogeni e come si concretizza l’attività di controllo del Servizio Fitosanitario?
Gian Luca Bianchi: I Fitoplasmi sono organismi procarioti, simili ai batteri, che vivono nei tessuti vascolari delle piante. Sono diffusi con elevata efficienza da vari insetti e i sintomi possono essere a carico di tutte le parti verdi della pianta causando gravi danni alla produzione viticola e vivaistica. Per la sua dannosità e per la rapidità di diffusione, la Flavescenza dorata della vite in particolare è stata inserita tra gli organismi di quarantena per i quali è previsto il controllo fitosanitario.
Per queste ragioni ogni anno gli ispettori fitosanitari controllano, una ad una, circa 6 milioni di piante distribuite in quasi 1800 ettari di vigneto di piante madri di marze e portinnesti.
L’attività diagnostica successiva è il supporto fondamentale al lavoro di controllo effettuato dagli ispettori fitosanitari. In questi ultimi cinque anni di attività, per fare fronte alla notevole mole di lavoro si è proceduto al potenziamento del Laboratorio di Biotecnologie del Servizio fitosanitario e chimico dell’ERSA.
A tal fine è stato messo a punto un nuovo protocollo di diagnosi più sensibile e versatile per il controllo simultaneo dei tre agenti fitopatogeni sopracitati che ha consentito di fornire risposte in tempi più rapidi ed a costi minori.
Piero Villotta: Sulla base dell’attività di controllo, qual è la realtà esistente e quali sono gli scenari futuri?
Gian Luca Bianchi: Fin dalla fine degli anni '90, il Servizio Fitosanitario Regionale ha svolto un’importante azione di monitoraggio della malattia adottando misure di prevenzione tramite la lotta insetticida obbligatoria nei confronti della cicalina Scaphoideus titanus, vettore della Flavescenza dorata. Grazie al lavoro continuo e capillare che è stato svolto, i giallumi sono stati contenuti, diversamente a quanto accaduto in altre regioni, a livelli molto bassi, tali da non essere fonte di preoccupazione fitopatologica. Ogni anno mediamente vengono campionate da 1500 a 1800 piante con sintomi di giallumi. La percentuale di riscontri analitici positivi supera il 97%, a testimonianza della grande competenza e capacità di diagnosi dei tecnici del Servizio fitosanitario e chimico. Sul totale dei campioni positivi, la percentuale di Flavescenza dorata non supera il 5% ormai da diversi anni, per cui è possibile ritenere che, grazie alla pratica dell’estirpo annuale delle fonti di inoculo primario, la malattia sia sotto controllo. Questo non significa che sia possibile attenuare l’attività di monitoraggio sul territorio. Il vettore della Flavescenza dorata è infatti pressochè presente in tutti i vigneti della regione anche se in molti comuni la malattia non è mai stata riscontrata.
Proprio dalla prossima settimana dovranno essere effettuati i trattamenti insetticidi obbligatori contro gli stadi giovanili della cicalina vettore. I viticoltori seguano le indicazioni del Servizio fitosanitario e chimico consultabili sul presente sito web.
I singoli viticoltori possono inoltre contribuire ad integrare il lavoro svolto dai tecnici del Servizio fitosanitario e chimico o da quelli dei Consorzi DOC segnalando la presenza di eventuali sintomatologie ascrivibili a giallumi. In tal senso consiglio la visione delle schede tecniche predisposte sul sito dell’ERSA che offrono una buona panoramica dei diversi sintomi osservabili.






