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11/7/10 - La patata in Friuli Venezia Giulia

Piero Villotta intervista Renato Danielis.

Piero Villotta: La coltivazione della patata tradizionalmente nella nostra regione occupa un ruolo importante soprattutto nelle aziende medio-piccole ad indirizzo orticolo. Oggi nel nostro studio abbiamo il perito agrario Renato Danielis che opera presso il Servizio di ricerca, sperimentazione, assistenza tecnica e divulgazione dell’ERSA. A lui chiediamo in che modo l’Agenzia sostiene questa produzione.  

Renato Danielis: L’agricoltura oggi è continuamente alla ricerca di nuovi standard qualitativi da offrire al consumatore senza tralasciare però le produzioni tipiche locali. L’ERSA in questo contesto da diversi anni sta attuando una proficua collaborazione con la cooperativa produttori patate di Ovoledo di Zoppola, una realtà cooperativistica molto importante della nostra regione che informa tempestivamente noi tecnici dell’ERSA sulle nuove richieste del mercato locale e soprattutto della grande distribuzione di cui è fornitrice.

Da queste informazioni si sono sviluppate sperimentazioni che hanno affrontato diverse tematiche agronomiche: dalla nutrizione al controllo delle infestanti, dalla difesa fitosanitaria alla scelta varietale. Quest’ultimo aspetto viene affrontato annualmente per valutare l’evoluzione genetica di questa specie per individuare resistenze o tolleranze alle fitopatie, obbiettivo molto importante al fine di una cospicua riduzione degli interventi con fitofarmaci. Viene presa in esame anche l’attitudine culinaria delle varietà quale la friggibilità, l’impiego per la produzione di gnocchi, per il consumo come patata lessa o al forno; attitudini che il consumatore e soprattutto l’industria di trasformazione richiedono molto insistentemente. 

Piero Villotta: I risultati di queste sperimentazioni come vengono trasferiti all’agricoltore? 

Renato Danielis: Il trasferimento dei dati viene attuato mediante contatti diretti con noi tecnici, riunioni tecniche, oppure tramite il sito internet dell’ERSA dove si possono trovare tutti i risultati delle sperimentazioni anche degli anni precedenti, ma soprattutto attraverso le visite in campo alle quali consigliamo caldamente di partecipare visto che proprio in questo contesto c’è più immediatezza nel trasferimento delle informazioni tecniche con ulteriore interscambio tra gli agricoltori stessi. A tal proposito informo che, in concomitanza con la Festa della Patata di Ovoledo di Zoppola, venerdì 16 luglio alle ore 16.00 verrà presentata presso l’azienda sperimentale Francesco Ricchieri di Fiume Veneto una prova di confronto varietale dove si potranno vedere e valutare ben 20 diverse varietà di patate. 

Piero Villotta: Oltre alle sperimentazioni per la produzione della patata per il consumo fresco l’ERSA sta attuando sperimentazioni anche di altro tipo? 

Renato Danielis: Proprio nell’ambito della festa della patata che si svolge annualmente a Ovoledo di Zoppola, tre anni fa nel convegno organizzato della cooperativa produttori di patata in collaborazione con l’ERSA, dalla relazione del dott. Bruno Parisi del CRA di Bologna è emersa la possibilità di una produzione di tuberi di patate per uso seme, destinata alla produzione di patata bisestile in Sicilia con semina da agosto a settembre e raccolta a novembre, dicembre e gennaio.

Mancando sul mercato nel periodo di semina del tubero seme certificato, gli agricoltori siciliani sono costretti ad utilizzare tuberi altrimenti destinati al consumo fresco e quindi non esenti da patologie quali le virosi che condizionano in maniera molto negativa sia la quantità sia la qualità della produzione finale. La possibilità quindi di fornire loro del materiale da seme certificato produrrebbe dei benefici sia produttivi che qualitativi alla produzione della patata bisestile e aprirebbe un nuovo mercato molto remunerativo per gli agricoltori della nostra regione.

Non è però così semplice produrre tubero di patata da seme certificata ma il servizio di sperimentazione dell’ERSA si sta impegnando in tal senso, inizialmente ricercando i siti idonei a tale produzione e successivamente mettendo a punto una tecnica colturale adeguata. I primi risultati ottenuti fino ad ora sono lusinghieri; tuttavia servirà ancora qualche anno per essere certi di tale possibilità produttiva.

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