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10/1/10 - La circolazione degli imballaggi in legno nel commercio internazionale

Piero Villotta intervista Mauro Zambon.

Piero Villotta: Oggi abbiamo con noi l’ispettore Mauro Zambon, del Servizio fitosanitario dell’ERSA, per parlarci di un prossimo incontro tecnico dedicato agli operatori del settore import ed export, che tratterà degli aspetti fitosanitari associati alla circolazione degli imballaggi in legno. 

Mauro Zambon: Per le nostre imprese, per le aziende di spedizione e per gli operatori doganali, i problemi fitosanitari legati alla circolazione degli imballaggi di legno grezzo possono costituire, già da alcuni anni, un motivo di blocco o di ritardo delle spedizioni. Come Servizio fitosanitario, essendo responsabili dei controlli, riteniamo utile proporre un incontro tecnico - di informazione, di confronto e di scambio - con i soggetti che nella nostra regione sono coinvolti nell’import-export delle merci. Dopo quello di Trieste del 24 novembre scorso, che si è dimostrato molto utile, adesso stiamo lavorando per organizzare un nuovo incontro, che è già fissato per giovedì 04 febbraio presso la sede dell’ERSA di Villa Chiozza, a Scodovacca di Cervignano. 

Piero Villotta: Quali argomenti verranno trattati in questo nuovo incontro tecnico? 

Mauro Zambon: Faremo una panoramica completa riguardante i problemi fitosanitari nel settore degli imballaggi di legno. Partiremo dai riferimenti alla normativa internazionale, comunitaria e nazionale, evidenziando quali particolari oneri e garanzie derivano al nostro Paese essendo inserito nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Illustreremo poi quali emergenze fitosanitarie sono strettamente legate alla circolazione degli imballaggi in legno, in particolare due organismi nocivi da quarantena - il nematode del pino e l’anoplofora - che stanno arrecando gravi danni al patrimonio forestale e ornamentale in Europa e in Italia. Parleremo quindi dello standard FAO n. 15 e del relativo marchio che deve comparire sugli imballaggi, nonché delle misure fitosanitarie che vengono applicate in caso di non conformità rilevate in importazione. 

Piero Villotta: Quali obiettivi intendete raggiungere attraverso questo incontro? 

Mauro Zambon: La prima cosa che ci preme far capire è che, dietro ai nostri controlli sugli imballaggi e alla complessità delle norme che li regolano, c’è il rischio concreto di introdurre nel territorio alcuni organismi nocivi molto impattanti sull’economia e sull’ambiente in senso lato. Talvolta abbiamo l’impressione che i nostri controlli siano percepiti dalle aziende come un qualsiasi altro adempimento burocratico e quindi sopportati a fatica. Siamo convinti che, con l’informazione, dopo aver compreso i problemi che stanno alla base della nostra attività, gli operatori del settore potranno avere un’idea più precisa dell’importanza di questi controlli. Puntiamo perciò a incrementare la consapevolezza dei rischi legati alla circolazione degli imballaggi e ad aumentare l’attenzione per la marchiatura FAO degli imballaggi stessi. Un altro motivo per incontrare gli operatori è quello di scambiare le esperienze e le esigenze di ognuno, per valutare e definire comunemente certi dettagli operativi da adottare in alcuni punti doganali, come il porto di Monfalcone, Porto Nogaro e qualche altra dogana interna.

Per finire, ricordo ancora che l’incontro tecnico del 04 febbraio sarà espressamente dedicato alle imprese industriali e commerciali, alle aziende di spedizione e agli operatori doganali delle province di Udine, Gorizia e Pordenone, che verranno avvisati dalle rispettive associazioni di categoria.

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