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9/3/08 - L'acqua nell'alimentazione della vacca da latte

Bruno Damiani: Oggi il dott. Emanuele Bianco del Servizio Ricerca e Sperimentazione dell'ERSA ci parlerà dell’importanza dell’acqua nell’alimentazione della vacca da latte.  

Emanuele Bianco: Oggi giorno, grazie al supporto di tecnici nutrizionisti, il livello qualitativo delle razioni per le vacche da latte è notevolmente migliorato. Tuttavia, un aspetto che molto spesso gli allevatori trascurano ancora è il fabbisogno d’acqua.    

Una vacca da latte ha delle esigenze d’acqua molto elevate, basti solo pensare che un litro di latte è costituito per l’87% da acqua. 

Bruno Damiani: Quali sono i fattori che possono influenzare i fabbisogni d’acqua di una bovina? 

Emanuele Bianco: In generale possiamo dire che i fabbisogni d’acqua di una bovina varia nel corso dell’anno  e sono influenzati da diversi fattori, tra cui possiamo ricordare i principali:

  • Livello di produzione, in particolare al suo incremento anche il fabbisogno d’acqua;
  • Ingestione di sostanza secca, anche qui maggiore è la quantità di sostanza secca ingerita e maggiore è la necessità d’acqua
  • Umidità della razione, questo rappresenta un aspetto particolare da non trascurare, infatti maggiore è l’umidità della razione e minore è il fabbisogno d’acqua.
  • Temperatura e umidità esterna, all’aumentare della temperatura aumenta anche la richiesta d’acqua della bovina. 

Bruno Damiani: Quali sono mediamente le esigenze idriche di una bovina in lattazione?

Emanuele Bianco: E’ difficile fornire un numero preciso, in quanto le variabili che intervengono sono molte, ma mediamente una bovina beve tra i 60 e i 90 litri  d’acqua al giorno che possono però diventare quasi 130 nei periodi di gran caldo, e va ricordato che nelle bovine più produttive questi valori incrementano del 10-20% per soddisfare i fabbisogni legati alla maggiore produzione di latte. 

Bruno Damiani: Quali sono i campanelli d’allarme che ci possono aiutare a capire se l’acqua a disposizione del bestiame non è sufficiente? 

Emanuele Bianco: Una insufficiente disponibilità d’acqua si può evidenziare dall’osservazione di aspetti puramente produttivi o di tipo comportamentale. In particolare si osserva una diminuzione dell’ingestione e della produzione di latte, una riduzione della produzione di urina, le feci si presentano dure asciutte e costipate,  e non è insolito osservare animali che si abbeverano da pozze di fango o di urina.

Come ricordavo in precedenza la bovina ha delle esigenze d’acqua molto elevate, quindi a seconda della “gravità” della carenza possiamo osservare alcuni o tutti questi fenomeni. 

Bruno Damiani: Quali sono gli accorgimenti da adottare per migliorare la disponibilità d’acqua all’interno dell’allevamento? 

Emanuele Bianco: È  importante verificare che i punti di abbeverata all’interno della stalla siano ben accessibili dagli animali. Inoltre si dovrebbe offrire un perimetro utile di abbeverata di almeno 7-8 cm per capo; è  importante poi che le vasche di abbeverata siano servite con flussi d’acqua  adeguati e/o dotate una buona riserva d’acqua, altrimenti si rischia che le bovine non bevano a sufficienza.

Un altro aspetto importante che aiuta a migliorare notevolmente l’assunzione d’acqua da parte degli animali, è quello di curare la qualità dell’acqua di abbeverata con una periodica pulizia degli abbeveratoi.

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