Azioni sul documento

27/7/08 - Insilato di mais di qualità

Armando Muchino: Oggi il dott. Emanuele Bianco del Servizio ricerca e sperimentazione dell'ERSA ci darà dei consigli utili per la produzione di un insilato  di mais di qualità. Cosa ci può dire al riguardo?

Emanuele Bianco: L’insilato di mais rappresenta una delle più importanti componenti foraggiere nella formulazione delle razioni per i bovini sia da latte che da carne; infatti basti pensare che, nelle razioni unifeed, l’insilato può arrivare a coprire anche più del 50% dei fabbisogni di  sostanza secca della vacca da latte.

Inoltre questo prodotto offre il vantaggio di poter essere raccolto una volta all'anno senza la necessità di un pre-appassimento in campo.

Da quanto detto si comprende il perché sia importante ottenere un insilato di buona qualità.

 

Armando Muchino: Quali sono gli aspetti principali che gli allevatori dovranno considerare per l’ottenimento di un prodotto di buona qualità?

 

Emanuele Bianco: Le variabili che influenzano la qualità di un insilato sono sicuramente molte, ma le principali possono essere riassunte in:

  • epoca di semina e tipo di ibrido;
  • momento ottimale di raccolta;
  • tecniche di insilamento.

Le variabili che sicuramente possiamo influenzare in questa fase di sviluppo della pianta sono sicuramente le ultime due. 

 

Armando Muchino: Come si può individuare il momento ottimale per la raccolta?

Emanuele Bianco: Il momento ottimale per la raccolta è quello che consente di avere il miglior compromesso tra un elevato contenuto in granella ed una soddisfacente produzione di foraggio per ettaro, prendendo in considerazione anche la digeribilità della fibra.

Un buon sistema per valutare il momento di raccolta è quello di valutare la posizione della line lattea sulla cariosside.

In particolare la linea lattea è una linea sulla cariosside che segna il confine tra l’amido e le sostanze zuccherine lattescenti contenute al suo interno, che con il progredire della maturazione si sposta dalla corona della  cariosside fino al punto di inserzione della stessa al tutolo.

La linea lattea si osserva spezzando la pannocchia a 2/3 dalla punta e osservando la parte distale della pannocchia. Il momento ideale per la raccolta che consente di ottenere il miglior compromesso tra qualità della fibra e quantità di amido e un valore di SS compreso tra il 30 e il 33% viene raggiunto quando la linea lattea si trova a metà dell’altezza della cariosside .

 

Armando Muchino: Quali consigli ci può dare sulle tecniche di raccolta e insilamento?

Emanuele Bianco: E' preferibile procedere alla raccolta del trinciato con una macchina dotata di rompigranella ed impostata con una lunghezza di taglio compresa tra i 10 ed i 15 mm: questo permette di avere un buon compromesso tra lunghezza della fibre e la necessità di compattare al massa. È bene, inoltre, adottare un’altezza di taglio non inferiore ai 30 cm che permette di lasciare in campo la quota di fibra meno digeribile, riducendo al contempo una riduzione sensibile del contenuto di micotossine legate al terreno.    

Lo stoccaggio del prodotto in fossa deve prevedere un'accurata pressatura ed è meglio se viene eseguita con trattrici gommate; dopodiché la massa deve essere coperta con film plastici e chiusa ermeticamente nel minor tempo possibile, al fine di ridurre al minimo le perdite per ossidazione della massa e consentire un rapido avvio della fermentazione che porterà alla stabilizzazione della stessa.

Va ricordato che un insilato di cattiva qualità influenzerà negativamente la salute e le prestazioni produttive e riproduttive della mandria per tutta la stagione produttiva fino all’arrivo del nuovo insilato. 

Area informativa
« maggio 2013 »
do lu ma me gi ve sa
1234
5678910 11
12131415161718
1920 21 22 23 24 25
26 2728293031