Azioni sul documento

27/1/08 - L’attività diagnostica del Servizio Fitosanitario Regionale a supporto del comparto agricolo regionale

Bruno Damiani:  Abbiamo negli studi il dott. Gian Luca Bianchi  che ci parlerà del ruolo svolto dal Servizio Fitosanitario dell’ERSA nella valorizzazione dell’agricoltura di qualità.

 

Gian Luca Bianchi: Come molti agricoltori sapranno, il Servizio Fitosanitario è l’organismo competente sul territorio per la certificazione fitosanitaria e genetica delle colture e del materiale di propagazione vegetale. Dal 2005 il Servizio Fitosanitario è confluito con il Servizio chimico-agrario, analisi e certificazione in struttura unica dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale (ERSA). Con questa riforma è stato possibile integrare in un'unica unità funzionale tutti i laboratori ed il personale tecnico specializzato, attuando un percorso di riorganizzazione e razionalizzazione per la costituzione di un nuovo Servizio più moderno e completo, con maggiori competenze e professionalità.

 

Bruno Damiani: In che cosa si concretizzano sostanzialmente le nuove sinergie e quali sono state le prime ricadute sul territorio?

 

Gian Luca Bianchi: In questi due primi anni di attività si è inizialmente proceduto al potenziamento del Laboratorio di Biotecnologie per fare fronte ai principali adempimenti normativi riguardanti diverse malattie da quarantena causate da fitoplasmi e batteri. L’attività diagnostica è il supporto fondamentale al lavoro di controllo effettuato dagli ispettori fitosanitari. Prima della riorganizzazione buona parte dell’attività analitica veniva demandata a laboratori esterni con un aggravio di lavoro e di maggiori costi.

Con la disponibilità di un laboratorio dedicato al soddisfacimento dei fabbisogni del Servizio Fitosanitario è stato possibile migliorare la qualità del servizio offerto alle aziende.

Nel caso del controllo della Flavescenza dorata della vite, ogni anno vengono ispezionati quasi 1800 ettari di vigneto pari a circa 6 milioni di piante madri. Per fare fronte alla notevole mole di campioni da analizzare, il laboratorio di Biotecnologie ha messo a punto un nuovo protocollo di diagnosi più sensibile, che ha consentito di fornire risposte più rapide ed economiche.

Un’analoga strategia è stata attuata anche per altre patologie di grande importanza, quali l’Erwinia amylovora dei fruttiferi, per la quale nel 2007 sono stati diagnosticati numerosi focolai in regione o per la Ralstonia solanacearum delle patate, per la quale l’Unione Europea impone controlli severissimi sulle partite che vengono importate presso il porto Franco di Trieste.

 

Bruno Damiani: Sulla base di questa nuova realtà quali sono le prospettive di sviluppo nel prossimo futuro ?

 

Gian Luca Bianchi: Nonostante i buoni risultati conseguiti finora, il lavoro di potenziamento del nuovo Servizio è solo all’inizio. I margini di sviluppo degli altri laboratori sono notevoli per professionalità e dotazione strumentale e sono attualmente frenati dalla carenza di personale che, purtroppo, riguarda anche il nucleo degli ispettori. Già a partire dal 2008, riusciremo, grazie anche alle maggiori disponibilità economiche di cui il Servizio potrà disporre in ambito ERSA, ad integrare l’organigramma con nuovo personale a tempo determinato.

Area informativa
« maggio 2013 »
do lu ma me gi ve sa
1234
5678910 11
12131415161718
1920 21 22 23 24 25
262728293031