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16/11/08 - Il servizio di diagnostica fitopatologica in regione

Piero Villotta intervista Carlo Frausin.

Piero Villotta: Per una corretta e consapevole difesa delle piante dai parassiti, che tenda a minimizzare i costi economici ed ambientali di tale necessaria pratica, è di fondamentale importanza l’esatta individuazione della causa che sta alla base della malattia. In alcuni casi questo riconoscimento risulta piuttosto agevole (operatori preparati e malattie molto conosciute), ma nel caso di malattie nuove o più rare la disponibilità di un servizio di diagnostica fitopatologia può risultare indispensabile per affrontare il problema in modo adeguato. La sola osservazione dei sintomi spesso non è sufficiente per una esatta diagnosi: c’è bisogno di laboratori e di tecnici esperti. L’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale - ERSA e l’Università hanno preso atto di questa necessità e stanno costruendo qualcosa insieme, per dare una risposta efficiente e qualificata. 

Ne parliamo con il dott. Carlo Frausin Direttore del Servizio fitosanitario, chimico-agrario, analisi e certificazione dell’ERSA, al quale chiediamo innanzitutto cosa si sta costruendo in Regione per soddisfare queste esigenze.

 

Carlo Frausin: Compito specifico del Servizio fitosanitario è proprio quello di far fronte a tutto ciò che è correlato alle malattie delle piante: limitare con controlli e certificazione le possibilità della loro introduzione o diffusione nel nostro territorio, indicare agli operatori le strategie e gli strumenti per mantenere in salute il patrimonio vegetale e  razionalizzare le operazioni di difesa.

In questo quadro è estremamente importante che all’attività di diagnosi delle malattie delle piante sia data la dovuta importanza e che questa imprescindibile operazione possa avvenire secondo standard tecnici appropriati.  

Siamo partiti dalla convinzione che nella nostra Regione bisognava far incontrare la domanda di diagnostica fitopatologica (molto forte per la presenza di attività agricole, vivaistiche e commerciali di prima grandezza) con una concreta offerta di servizi. 

Su questo concetto siamo stati sempre in perfetta sintonia con l’Università di Udine e, grazie alla comune convinzione ad inizio anno con il prof. Ruggero Osler, Direttore del Dipartimento di Biologia e Difesa, ERSA e Università di Udine hanno sottoscritto una convenzione-quadro per l’attivazione di attività comuni di diagnostica fitopatologia

 

Piero Villotta: In cosa consiste questa collaborazione?

 

Carlo Frausin: Abbiamo preso atto che ciò che mancava nella nostra Regione non era il livello di conoscenza e che, più che la disponibilità di strutture ed attrezzature, ciò che risultava carente era l’organizzazione di un servizio di diagnosi strutturato, aperto al pubblico, che si interessasse di diagnostica fitopatologia quale compito primario e specifico.

Sono state reperite adeguate risorse ed ERSA e Università di sono messe assieme, in rete. Non è ovviamente la prima volta che ciò si fa, ci mancherebbe (il Servizio fitosanitario e il DiPi hanno sempre collaborato sui grandi problemi fitosanitari che sono stati vissuti dalla nostra agricoltura), ma è la prima volta che, nel settore della diagnostica, personale ERSA e personale dell’Università lavorano in spazi condivisi, con attrezzature condivise, mettendo in comune esperienze e saperi per offrire all’utenza – istituzionale, dei produttori agricoli e dei privati cittadini – una risposta diagnostica tempestiva e qualificata ai massimi livelli.

ERSA ha messo a disposizione spazi, laboratori che già avevano propria operatività in ambito fitosanitario, l’Università ha messo a disposizione tecnici e ricercatori. Ci si sta dotando di nuovi strumenti di comunicazione e di idonee procedure: ne risulta una struttura snella ed efficiente, in grado di fornire adeguata  risposta all’utenza.

 

Piero Villotta: Ma chi è che nel concreto utilizza o che potrà far ricorso  a questa struttura diagnostica?

 

Carlo Frausin: Certamente grande parte del lavoro della struttura diagnostica è assorbito dall’ “Utenza istituzionale”: i vivaisti, i produttori di piante, il Servizio fitosanitario stesso per le proprie necessità di controllo e di certificazione sui vegetali in produzione, in import/export.

Notevole è la richiesta di diagnostica da parte delle aziende agricole (orticole, floricole frutticole, ma non solo) che devono confrontarsi con il problema delle patologie vegetali in modo professionale. Ma anche il privato cittadino, chiunque abbia motivo di confrontarsi con una pianta e la abbia a cuore, può rivolgersi alla struttura diagnostica e ricevere una risposta.

 

Piero Villotta: Ma quali sono le modalità di accesso a questo servizio diagnostico?

 

Carlo Frausin: Il ricevimento dei campioni avviene presso le sedi dell’ERSA. Questi possono essere consegnati presso ciascuna sede del Servizio fitosanitario (a Pozzuolo del Friuli, dove ha sede il Servizio  in via Sabbatini 5 ma anche nelle sedi di Pordenone, Gorizia e Trieste) dove operano tecnici che potranno fornire indicazioni per la corretta raccolta e trasporto dei reperti e fornire prime indicazioni di massima. I campioni, poi, prenderanno la strada dei laboratori della struttura dove saranno esaminati e sottoposti ad analisi. Le specificità, i casi di maggiore complessità saranno affrontati con le strutture di ricerca dell’Università. La strutturazione del servizio diagnostico congiunto ci consentirà inoltre di affrontare anche alcuni dei numerosi problemi ancora aperti che interessano le nostre produzioni agricole: dalle alterazioni di conservazione del kiwi al tumore batterico e i marciumi radicali delle specie arboree, del melo in particolare: lavori complessi ed articolati che pesano moltissimo sui nostri produttori e che vanno affrontati in un contesto adeguato. 

 

Piero Villotta: E per quanto riguarda il costo del servizio?

 

Carlo Frausin: Tra i compiti istituzionali del mio Servizio c’è quello, importantissimo, della vigilanza sul territorio. In quest’ottica, riconoscendo che l’esame di campioni raccolti sul territorio contribuisce in maniera non marginale alla sorveglianza fitosanitaria sul nostro patrimonio vegetale, i campioni sonno analizzati gratuitamente. Essi costituiscono, sì un’informazione per l’utente, ma anche preziose segnalazioni al Servizio di cosa succede nei nostri campi e nei nostri boschi.

Per le analisi ripetitive e per quelle più complesse, invece, è in fase di definizione uno specifico tariffario che sarà pubblicato sul sito web dell’ERSA.

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