Azioni sul documento

13/7/08 - Un aggiornamento sulla difesa del mais

Muchino: Come ogni anno in questo periodo, abbiamo invitato Gianluca Governatori del Servizio fitosanitario, chimico agrario, analisi e certificazione dell’ERSA per avere un aggiornamento sulla difesa del mais, con particolare riferimento alla diabrotica del mais.

Gianluca Governatori: La specie è ormai insediata in tutto il Friuli Venezia Giulia e le popolazioni sono in crescita un po’ ovunque. Detto questo, non ci sono ancora danni evidenti e verosimilmente anche le soglie di intervento di 10 adulti catturati da una trappola gialla per giorno, di riferimento a livello internazionale, vanno riconsiderate, tenuto conto delle condizioni tecnico-agronomiche del nostro ambiente di coltivazione. In ogni modo, gli appezzamenti monitorati in regione che hanno catturato al di sopra di tale soglia sono veramente molto pochi.

Muchino: In altri momenti ci ha detto che la diabrotica del mais è un organismo di quarantena riconosciuto a livello internazionale e come tale è soggetto a una normativa specifica.

Gianluca Governatori: La specie è ormai presente sin dal 2002 e, considerato lo stato delle infestazioni, è ormai improponibile ogni tentativo di eradicazione, a meno di importanti misure di lotta che andrebbero ad incidere pesantemente sulle aziende agricole, con inevitabili ripercussioni negative di carattere ambientale e con garanzie di risultato tutte da valutare. Anche la normativa internazionale negli ultimi anni ha riconosciuto le difficoltà della gestione delle infestazioni nelle aree ormai già insediate. Tenuto conto di questo, nel corso dell’ultimo anno il Servizio fitosanitario ha provocato un confronto con le principali organizzazioni dei produttori e dei trasformatori del comparto regionale.

Muchino: Cosa è emerso da questo confronto con le parti produttive?

Gianluca Governatori: Le considerazioni hanno portato alla stesura di una norma regionale che, nel mantenere valide alcune utili prescrizioni fitosanitarie a tutela delle regioni ancora indenni, a livello locale considera l’interruzione della monosuccessione maidicola opportuna e non più obbligatoria dopo tre anni consecutivi di mais, e si allinea con quanto previsto al regime di condizionalità, il quale prevede che le monosuccessioni di mais non possono avere una durata superiore a cinque anni, tenuto conto che le colture intercalari in secondo raccolto non interrompono la monosuccessione.

Muchino: Come devono operare le aziende per conoscere lo stato delle infestazioni di diabrotica del mais delle proprie coltivazioni?

Gianluca Governatori: Alla luce della nuova impostazione normativa, si ritiene oggi particolarmente importante il coinvolgimento diretto degli agricoltori, a supporto del monitoraggio istituzionale effettuato annualmente dal Servizio fitosanitario e per questo primo anno il Servizio ha quindi pensato di fornire una trappola cromotropica in allegato al prossimo numero del notiziario Ersa, per tutti gli iscritti dei comuni di interesse maidicolo.

Area informativa
« maggio 2013 »
do lu ma me gi ve sa
1234
5678910 11
12131415161718
1920 21 22 23 24 25
262728293031