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Ràti

Il ramolaccio o rafano è simile al ravanello, ma più grande e con sapore più intenso e piccante.

Categoria: prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Territorio interessato alla produzione: Pianura friulana.



Descrizione sintetica del prodotto

Il ramolaccio o rafano (Raphanus sativus) appartiene alla famiglia delle crucifere. Ha caratteristiche simili al ravanello dal quale se ne differenzia per le maggiori dimensioni della radice ed il sapore più intenso e piccante.

La parte edule è rappresentata dalla radice che si consuma cruda o cotta.

Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura

Viene coltivato preferibilmente in successione a colture da rinnovo potendo sfruttare la fertilità residua del terreno. L’epoca di semina varia in relazione alla lunghezza del ciclo colturale.

Le cultivar precoci si seminano fra aprile e giugno e completano il ciclo in 50 giorni.

Quelle tardive si seminano fra fine luglio ed inizio settembre e chiudono il ciclo dopo 100-120 giorni.

La semina si esegue su file distanti 30 cm mentre sulla fila le piante sono spaziate di circa 20 cm. La produzione può raggiungere le 40 t/ha.

Le cultivar più apprezzate ed utilizzate sono:

  • Nero tondo d'inverno:caratterizzata da radice a forma di trottola, buccia di colore nero, polpa bianca croccante e piccante e ciclo tardivo;
  • Rotondo bianco di Milano: con radice rotonda, buccia e polpa di colore bianco, poco piccante e con ciclo precoce.

Materiali, attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e il condizionamento

Trattandosi di ortaggio che viene commercializzato e consumato allo stato fresco non sono necessari particolari mezzi se non semplici attrezzi da taglio per eseguire la toelettatura della pianta.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura

Quanto ai locali non sono richieste particolari dotazioni tranne la possibilità di poter disporre di acqua corrente al fine di alimentare le vasche di lavaggio del prodotto.

Elementi comprovanti che le metodiche sono state praticate in maniera omogenea e secondo le regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni

Una segnalazione viene fatta da G.A. Pirona, E. Carletti e G.B. Corgnali nell’edizione del 1934 del “Vocabolario Friulano”.




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