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Lidric cul pòc

Appartenente alla famiglia delle composite, i tipi coltivati sono riconducibili, in massima parte, alla “Cicoria bionda di Trieste” od al “Grumolo biondo”.

Categoria: prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Territorio interessato alla produzione: Pianura friulana.



Descrizione sintetica del prodotto

Appartiene alla famiglia delle composite: i tipi coltivati sono riconducibili, in massima parte, alla “Cicoria bionda di Trieste” od al “Grumolo biondo”.

Il prodotto finito presenta un abbozzo di cespo composto da 5-10 foglie di colore verde chiaro o con una base biancastra. Viene venduto con parte del fittone (pòc) che ha una lunghezza non superiore ai 3 cm. Talora il prodotto viene esitato sui mercati mescolato con un 10-20% di tipi di fogliame rosso.

Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura

La coltura segue solitamente un cereale autunno-vernino. Fino ad una ventina di anni fa era consociata al mais.

Il seme, nella maggioranza dei casi, è autoprodotto in azienda.

La semina si effettua nel mese di luglio, sia a spaglio che a file. In quest’ultimo caso si adotta un sesto d’impianto variabile fra 50 e 14 cm tra le file e tra 2 e 6 cm sulla fila. La coltivazione trova giovamento nella fertilità residua lasciata dalla coltura precedente. Saltuariamente si integra con una concimazione di presemina con 30 Kg/Ha di azoto, 70 Kg/Ha di anidride fosforica e 70 Kg/Ha di ossido di potassio.

Nei casi in cui si opti per il diserbo, questo precede la semina. A tal fine si effettua una pulizia del letto di semina con un diserbo totale non selettivo.

Quando la pianta ha raggiunto un’altezza di circa 15 cm, e comunque non oltre il mese di settembre, si procede ad uno o più taglia della chioma. Al fine di non danneggiare il colletto va posta attenzione a non avvicinarsi eccessivamente allo stesso.

Le raccolte iniziano dopo che si sono registrati consistenti abbassamenti termici che concorrono a ridurre drasticamente il gusto amaro del fogliame, conferendo al prodotto il caratteristico sapore. La raccolta si protrae fino a che non inizia il processo di salita del seme (generalmente aprile).

La raccolta usualmente è manuale e prevede il taglio del fittone a 5-6 cm al di sotto del piano di campagna.

Le piante raccolte vengono portate al centro aziendale dove si procede alla toelettatura della parte aerea, con eliminazione delle foglie esterne o ammalate ed al raccorciamento con sbucciatura del fittone.

Subito dopo la toelettatura le piante sono immerse in acqua per completare la pulizia, dopodichè sono pronte per il confezionamento.

Il prodotto viene commercializzato in cassette da 3 a 6 kg con cespi sistemati alla rinfusa.

Materiali, attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e il condizionamento

Trattandosi di ortaggio che viene commercializzato e consumato allo stato fresco non sono necessari particolari mezzi se non semplici attrezzi da taglio per eseguire la toelettatura della pianta.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura

Quanto ai locali non sono richieste particolari dotazioni tranne la possibilità di poter disporre di acqua corrente al fine di alimentare le vasche di lavaggio del prodotto.

Elementi comprovanti che le metodiche sono state praticate in maniera omogenea e secondo le regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni

Innumerevoli sono i riferimenti storici che testimoniano la tradizionale coltivazione di questa composita nella pianura friulana.

Una citazione del lidrìc cul pòc si trova sull’edizione del 1974 de “Enciclopedia Monografica del Friuli Venezia Giulia” edita dall’Istituto per l’Enciclopedia del Friuli Venezia Giulia (Udine).




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