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Fagiolo dal Voglut, Plombin

n. 91 - Il fagiolo, caratterizzato da ilo scuro, si adatta sia alla produzione di granella verde che secca.

Categoria: prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Territorio interessato alla produzione: Le vallate interne della Carnia, in provincia di Udine. In particolare: la valle del But e la Val Pesarina.



Descrizione sintetica del prodotto

Le denominazione della varietà in friulano segnala la presenza di ilo scuro e quindi di un fagiolo dell’occhio (dal voglut, ovvero dall’occhietto).  Nel passato (cfr. M. Castagnaviz, Carnia Agroalimentare, Ed.. CCIAA, Udine, 1990) tali tipologie di fagiolo sono state erroneamente riferite alla specie Vigna unguiculata, ovvero la fagiolina degli antichi Romani. Viceversa è un fagiolo comune  (P. vulgaris L.), come tutti gli altri descritti sin qui.  

Produttività: buona o elevata.

Tolleranza alle comuni avversità: buona nella zona tipica di coltivazione.

Struttura della popolazione: varietà locale, all’analisi fenotipica  costituita da una sola linea.

Semina: a postarelle  distanti 50 cm sulla fila e 80/90  cm tra le file.

Tutori: tradizionali bastoni di legno o canne.

Raccolta: manuale, con due-quattro passaggi, vista la grande scalarità.

Trebbiatura: manuale dopo l’essiccazione all’aria dei baccelli.

Selezione della semente: manuale con attenzione a sintomi delle più comuni patologie.

Giudizio d’insieme: varietà tradizionale di buona produttività, adatta sia alla produzione di granella verde che secca, possibile una qualche difficoltà di cottura.

 

Elementi che comprovino che le metodiche siano state praticate in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni 

Nel 1924/25 Gortani nella “Guida della Carnia e del Canal del Ferro” riporta una produzione di 6541 quintali di fagiolo per l’intera Carnia. Nel  “Catasto Agrario 1929-VIII - Compartimento del Veneto. Provincia del Friuli (Udine), Fascicolo 36”, primo censimento dell’agricoltura friulana pubblicato nel 1936, sono menzionate le superfici e le produzioni per la coltura del fagiolo in comune di Prato Carnico, pari nel 1928 rispettivamente a 42 ha in superficie ripetuta, ovvero consociati a mais o a patata, per una produzione di 130 quintali.

 

In assenza di fonti scritte riferite specificatamente alla varietà di fagioli Dal Voglut, sono state raccolte  testimonianze da otto persone di sesso femminile, nate tra il 1920 ed il 1935 e residenti nei comuni di Prato Carnico (frazioni di Pradumbli, Pesariis, Prato e Osais) e Arta Terme (frazione di Piano d’Arta).  Dalle testimonianze raccolte in comune di Prato Carnico e di Arta risulta che i “Dal Voglut / Plombins” vengono coltivati da oltre 50 anni. Le persone residenti ad Arta concordano nel riferire che i “Plombins” venivano coltivati lì da prima della II guerra mondiale e che successivamente  sono stati in parte sostituiti da tipologie di Borlotto nei primi anni del dopoguerra.

 

 

 

Informazioni sulla caratterizzazione della varietà tradizionale “Dal Voglut” ed elementi della valutazione agronomica e qualitativa sono tratti da:

- “Valutazione agronomica e caratterizzazione morfologica di varietà autoctone di fagiolo rampicante (P. vulgaris L.) della Carnia”. – E. Pozzi, tesi di laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie,  Facoltà di Agraria dell’Università di Udine, Anno accademico  2002-03 (con il consenso dell’autrice).

- “Colture orticole – Fagiolo” di Elena Pozzi e Fabiano Miceli (2004) in “Collezione di specie vegetali presso L’Università di Udine – prime schede descrittive per la didattica”, FORUM ed., Udine.

- “Recenti percorsi di recupero e valorizzazione di varietà locali di fagiolo rampicante” di E. Pozzi, R. De Infanti, N. Peresson, F. Miceli  in: “Fagioli della Carnia – Innumerevoli varietà, sapori riscoperti, gustose ricette” – Carnia Alpe Verde 2004

- “Indagine sullo stato delle risorse genetiche autoctone d’interesse agrario in Friuli Venezia Giulia” – Relazione scientifica conclusiva a cura di F. Miceli (2004). Dipartimento di scienze agrarie e ambientali dell’Università di Udine,   46 pp.

 


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