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Fagioli borlotti di Carnia

I fagioli autoctoni conosciuti come “borlotti Carnia” presentano forma ovale o quasi tonda con screziature e/o striature dal rosso al violaceo, e si prestano ottimamente alla produzione di granella secca.

Categoria: prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Territorio interessato alla produzione: Area della Carnia.



Descrizione sintetica del prodotto

Prodotto ovale o quasi tondo, screziato o striato di rosso o viola sull’intera superficie. Lunghezza media del baccello: 20 – 22 cm, con normalmente internamente 8-9 semi. I più comuni sono i fagioli identificati con l’appellativo di “borlotto Carnia”, frutto di selezioni naturali e autoctone che durano da moltissimi decenni. Essendo il fagiolo una pianta autogama, la produzione di seme avviene in loco, gestita direttamente dalle aziende. Dalle numerose “popolazioni” di fagioli borlotti carniche, il CRSA di Pozzuolo ha selezionato una varietà locale denominata Val Chiarsò (riferimento geografico ad una valle della Carnia).

Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura

Il borlotto della Carnia è un fagiolo da granella che viene raccolto allo stadio secco, quando la maggior parte dei baccelli è ingiallita e l’umidità dei semi si aggira di solito intorno al 20%.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura

La sgusciatura dei baccelli dei fagioli avviene ancora a mano, in cucina o altri locali della casa di abitazione. La conservazione dei fagioli borlotti avviene generalmente in sacchi di juta, in locali asciutti ed in modo del tutto naturale.

Elementi che comprovino che le metodiche siano state praticate in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni

Da un dato estratto dalla pubblicazione realizzata dal Centro Regionale di Sperimentazione Agraria di Pozzuolo del Friuli, derivante dagli atti del convegno “Fagiolo: una coltivazione tradizionale per una proposta nuova all’agricoltura di montagna – Tolmezzo 17 aprile 1984”, si evince che la produzione di granella di fagiolo nel comprensorio della Carnia ha toccato il picco più alto negli anni 1910 – 1920 con ben 6.541 quintali.  

Note storiche:

- Giaccone – Scialpi, 1941. La ricchezza privata nella Provincia di Udine, in “la ricchezza privata nelle province delle Tre Venezie” a cura di G. Pietra, Vol. V.CEDAM.Padova;

- GORTANI – PITTONO, 1938. Lo spopolamento montano nella montagna friulana. Estratto da “Studi e monografie dell’Istituto nazionale di Economia Agraria” n. 16 – Lo spopolamento montano in Italia – IV. Le Alpi Venete;

- INEA e Comitato nazionale per la Geografia del CNR, Roma. c. ISTAT. Annuari di Statistica Agraria Italiana; OSTERMANN, 1894.

La Vita in Friuli. Usi, costumi, credenze popolari. II Edizione DEL BIANCO 1940;

- TREVISAN, 1864. Seminar fagioli lungo i filari ed altri buoni consigli. Bollettino Associazione Agricola Friulana, IX, n. 8, 196 – 199.




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