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Castagna Obiacco

Castagna tardiva di grossa pezzatura, è caratterizzata da un colore rossiccio percorso da striature scure e risulta indicata per il consumo fresco o la produzione di marmellate.

Categoria: prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Territorio interessato alla produzione: La castagna Obiacco è diffusa nelle Valli del Natisone (UD), ad un’altitudine variabile tra 300 e 500 metri sul livello del mare. La produzione, è concentrata, in particolare, nei comuni di Pulfero, Savogna, San Leonardo e San Pietro al Natisone.



NOME DEL PRODOTTO, COMPRESI SINONIMI E TERMINI DIALETTALI

Castagna Obiacco

INQUADRAMENTO SISTEMATICO DEL GENERE

Genere Castanea specie sativa.

DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO

I dati seguenti (caratteristiche agronomiche della varietà e qualitative dei frutti) sono tratti dalla scheda “Obiacco” di Youssef et al. (2000).

Albero

Vigore: elevato

Portamento: espanso, con chioma di grandi dimensioni a forma globosa.

Corteccia del tronco: screpolata e percorsa da profonde solcature longitudinali.

Rami: internodi di media lunghezza, corteccia generalmente liscia di colore verde con sfumature più scure; lenticelle numerose e di piccole dimensioni; gemme di forma subconica e di colore giallo rossastro.

Foglie: lanceolate, di medie dimensioni, apice acuminato con base a graffa e margine seghettato, lembo ondulato; pagina superiore di colore verde scuro; pagina inferiore più chiara, priva di tomentosità e con nervature molto evidenti; picciolo di media lunghezza.

Epoca germogliamento: intermedia, prima decade di maggio.

Caratteri produttivi

Epoca di fioritura: intermedia, seconda decade di giugno.

Amenti: di media lunghezza, con fiori longistaminei e polliniferi.

Infiorescenze femminili: 2 - 3 per amento androgino.

Ricci: di media grandezza, forma sferica, contenenti tre frutti; gli aculei sono lunghi e distribuiti uniformemente; deiscenza in 2-3 valve.

Produttività: buona.

Frutto

Pezzatura: grossa (peso medio 13 g).

Forma: ellittica, con apice e base arrotondati.

Pericarpo: di colore rossiccio percorso da striature più scure.

Cicatrice ilare: di dimensioni medio - grandi

Seme: episperma: aderente; solcature: non presenti; plurispermia: assente.

Epoca di raccolta

Tardiva, fine ottobre.

Giudizio d’insieme

I frutti, per la pezzatura e per le caratteristiche organolettiche, sono molto richiesti. Essi risultano mediamente conservabili, prevalentemente destinati al consumo fresco e per la produzione di puree o marmellata. Il legno di questa varietà produce ottimi assortimenti ed è utilizzato per lavori di falegnameria.

DESCRIZIONE DELLE METODICHE DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA

La raccolta viene effettuata manualmente con l'uso di ceste e/o secchi e con una lavorazione sommaria che consiste nella cernita, asciugatura e nella disposizione del prodotto in cassette. I materiali, le attrezzature e i locali utilizzati per la produzione sono di norma quelli che si usano tuttora in zona per la normale coltivazione del castagno e cioè: ceste per la raccolta (kiznekik, koše), graticci di legno per l’asciugatura (liesa, gardič), cassette di varia misura per il prodotto lavorato, eventuale locale per la lavorazione e cernita, locale per la vendita.

ELEMENTI CHE COMPROVINO CHE LE METODICHE SIANO STATE PRATICATE IN MANIERA OMOGENEA E SECONDO REGOLE TRADIZIONALI PER UN PERIODO NON INFERIORE AI 25 ANNI

La varietà è indigena delle Valli del Natisone (UD), ove il castagno - come in altre zone caratterizzate da terreni acidi delle Alpi – costituiva un importante apporto amilaceo alla dieta delle popolazioni locali. Le imponenti dimensioni di molti alberi testimoniano la loro età avanzata, sicuramente ultracentenaria. La tecnica colturale è immutata, rispetto al passato, e fa affidamento a piante sparse, allevate in forme libere ai bordi del bosco e nei prati.

 

BIBLIOGRAFIA

Dorigo, D., 1909.   La frutticoltura del Mandamento di Cividale e il vivaio di fruttiferi di S. Pietro al Natisone. Bullettino dell’Associazione Agraria Friulana, serie V, vol. XXVI, 11-20.

Youssef, J., Strazzolini, E., Toffolutti, B., Piazza, L. 2000. Pomologia Friulana, Supplemento al Notiziario ERSA, 5, 2000. pp. 255.

 

 

 


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