Azioni sul documento

Miele friulano di melata di Abete

Categoria: prodotti di origine animale (miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro)

Territorio interessato alla produzione: Il Miele friulano di melata di abete si produce in un territorio ben definito relativo alle aree montane vocate nelle province di Pordenone e Udine (Alpi e Prealpi Carniche e Giulie) ove sono diffusi i popolamenti naturali e d’impianto di abete rosso o peccio (Picea abies) e di abete bianco (Abies alba).
Sono interessati alla produzione di Miele friulano di melata di abete gli apicoltori delle province di Pordenone e soprattutto di Udine.



DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO

II Miele friulano di melata di abete deriva principalmente dalla melata prodotta da insetti

fitomizi (per lo più afidi dei generi Cinara e cocciniglie del genere Physokermes), che si nutrono su

abete rosso (Picea abies) e/o su abete bianco (Abies alba) (Battisti et al., 2013).

Le caratteristiche del Miele friulano di melata di abete sono di seguito riportate:

Stato fisico. Il Miele di melata è molto vischioso e resta a lungo liquido (solo raramente cristallizza).

Colore. Il colore va da ambra scuro ad ambra molto scuro, talvolta con riflessi rossastri (quando deriva

principalmente da melata raccolta su abete rosso) o verdastri (quando deriva principalmente da melata

raccolta su abete bianco).

Odore/Aroma. L’aroma, piuttosto deciso, è balsamico, resinoso, di affumicato, di camino spento, con

toni di caramello e di dolce cotto.

Sapore. Il sapore è piuttosto resinoso, di malto, talora leggermente amaro. In bocca il miele è poco

dolce.

Di norma il Miele friulano di melata di abete presenta un tenore di acqua ridotto (circa 15 g/100

g) rispetto ad altri mieli.

Dal punto di vista melissopalinologico nel Miele friulano di melata di abete sono presenti

pollini di piante entomogame, quali Rubus, Trifolium repens, Umbelliferae, Clematis e Tilia, nonché

pollini di piante anemogame quali Papaver e Acer. Frequente o molto frequente è anche il polline di

Castanea sativa. Contiene anche elementi tipici di melata (es. ife e spore fungine, talora lieviti). Il

rapporto fra gli indicatori di melata (IM) e i pollini di piante nettarifere (P) è maggiore di 3.

Il Miele friulano di melata di abete viene confezionato in vasetti di vetro con tappo di latta a

vite per lo più da 250 g e da 500 g.

DESCRIZIONE DELLE METODICHE DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA

Le famiglie di api vengono allevate in arnie razionali di legno, soprattutto del tipo Dadant-Blatt

a 10 telaini. In vista della raccolta del Miele di melata di abete gli apicoltori mettono in atto una serie

di tecniche (es. controllo della sciamatura, nutrizione stimolante) per mantenere le famiglie numerose e

attuano anche il nomadismo, spostando le famiglie dalla pianura o dal fondo valle alle aree montane, in

particolare in quelle con abbondanza di abeti e servite da strade o piste forestali facilmente agibili.

La raccolta della melata di abete per la produzione di questo miele si svolge di solito da metà

giugno a metà luglio per quanto riguarda la melata di abete rosso, da metà luglio a metà agosto per

quanto riguarda la melata di abete bianco. L’andamento meteorologico stagionale (es. estate piovosa e

fredda, oppure eccessivamente calda e secca) può incidere fortemente sulle produzioni.

Dopo la fine del raccolto, quando i favi sono stati opercolati, i melari vengono prelevati dagli

alveari e trasportati nel laboratorio (sala di smelatura). Successivamente, si procede alla

disopercolatura dei favi e alla smelatura tramite centrifugazione. Il miele viene quindi filtrato, posto in

maturatori di acciaio inox e lasciato decantare per almeno due settimane. La schiuma e le impurità che

affiorano vengono eliminate.Nel corso dell’anno, pertanto, per ottenere il Miele friulano di melata di

abete si effettua una smelatura in epoca appropriata a seconda delle località (es. entro fine luglio per

quanto riguarda la melata di abete rosso). La raccolta della melata di abete bianco, che avviene da metà

luglio a metà agosto, spesso non dà luogo alla produzione del relativo miele, poiché molti apicoltori

hanno già tolto i melari dalle arnie per iniziare i necessari trattamenti contro la Varroa.

MATERIALI, ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE ED IL

CONDIZIONAMENTO

Si utilizzano: arnie, melari e telaini prevalentemente di legno; attrezzi per la disopercolatura dei

favi da melario; smelatore centrifugo; filtri e contenitori di acciaio inox per la decantazione

(maturatori); vasetti per lo più di vetro con tappo di latta a vite per il confezionamento.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA

L’estrazione del miele si svolge nella sala di smelatura, i cui locali presentano caratteristiche

che rispettano la normativa vigente.

Il prodotto finale, confezionato in vasetti di vetro, viene generalmente conservato in un

magazzino fresco in assenza di luce diretta.

ELEMENTI CHE COMPROVINO CHE LE METODICHE SIANO STATE PRATICATE IN MANIERA

OMOGENEA E SECONDO REGOLE TRADIZIONALI PER UN PERIODO NON INFERIORE AI 25 ANNI

Il Miele di melata di abete è un tipico miele di melata prodotto in tutte le regioni dell’Arco

alpino dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia, e dell’Appennino settentrionale, sporadicamente

 

viene prodotto anche in alcune aree delle regioni centro-meridionali della Penisola (Mieli d’Italia, s.d.)

Le due conifere forestali (abete rosso e abete bianco) su cui le api raccolgono la melata prodotta

da insetti fitomizi sono molto diffuse nel territorio montano del Friuli Venezia Giulia (Figg. 3 e 4). La

prima tende a formare popolamenti puri nelle aree più interne, anche tendenzialmente aride, e alle

quote più elevate, mentre la seconda (mescolandosi con il faggio e l’abete rosso), prevale generalmente

nelle zone più fresche e umide a elevata fertilità stazionale (Perini, 2002).

 


Area divulgativa
« dicembre 2018 »
do lu ma me gi ve sa
1
23 45678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031